Non obbligarono i gestori di un chiosco a spostarsi da lì: ex sindaco e comandante dei vigili di Morciano assolti in Appello

I giudici della Corte di Appello hanno ribaltato la sentenza di primo grado, di condanna a nove mesi (pena sospesa) per ‘concussione’, dell’ex sindaco, Giuseppe Picci e dell’ ex comandante della Polizia Municipale, Giovanni Anastasio.

Nessuna indebita pressione sui titolari di un chiosco di crêpes, ragion per cui la Corte di Appello di Lecce ha assolto l'ex sindaco di Morciano di Leuca, l’avvocato 47enne Giuseppe Picci e l'ex comandante della Polizia Municipale, Giovanni Anastasio, di anni 56.
 
Essi, secondo l'accusa, avrebbero "invitato" una famiglia del Capo di Leuca dedita alla vendita di crêpes, a lasciare la loro postazione, per dare spazio agli altri gestori dei chioschi, i quali garantivano un valido sostegno elettorale.

Dinanzi alla Corte presieduta da Vincenzo Scardia, a latere Antonio Del Coco e Francesco Aliffi, si è tenuta ieri mattina, la discussione in aula e dopo la requisitoria del Procuratore Generale Ferruccio De Salvatore che ha chiesto la condanna a nove mesi degli imputati, ci sono state le arringhe degli avvocati Luigi Corvaglia, difensore del sindaco di Morciano di Leuca,Giuseppe Picci e di Francesco Vergine, che difende sia l'ex primo cittadino, che l'ex comandante della Polizia Municipale, Giovanni Anastasio.

I legali hanno chiesto l'assoluzione dei loro assistiti, poiché secondo la tesi sostenuta dalla difesa, ad ogni venditore, in base ad un accordo stipulato con gli stessi gestori, sarebbe stata assegnata dal Comune, l'autorizzazione per la vendita di un determinato prodotto.
 
I denuncianti, in particolare, avrebbero dovuto produrre e vendere un dolce di origine belga; la deliberata vendita delle crêpes da parte degli accusanti, avrebbe così creato non pochi malumori negli altri titolari di chioschi.
 
I giudici di Appello, con una sentenza emessa nella tarda serata di ieri hanno accolto la richiesta dei difensori ed hanno assolto sia l'ex primo cittadino che l'ex capo dei vigili, "perché il fatto non sussiste".
 
Il Gup Simona Panzera, nel processo celebratosi in abbreviato nell'ottobre 2013, invece, aveva condannato entrambi a nove mesi, poiché accusati di "concussione" dal pubblico ministero Donatina Buffelli (quest'ultima aveva chiesto due anni di carcere sia per Picci che per Anastasio).
 
Il giudice aveva concesso la sospensione della pena per entrambi gli imputati e aveva disposto l’interdizione dai pubblici uffici per un anno, pena accessoria anch’essa sospesa.

Secondo quanto accertato in corso di indagini preliminari, sia il sindaco che il Comandante della Polizia Municipale avrebbero cercato, all'inizio della stagione estiva del 2009, attraverso indebite pressioni, di ostacolare un'intera famiglia del capo di Leuca  (moglie, marito e figlia) nella regolare attività di vendita di crêpes. I gestori del chiosco, situato nella Marina di Torre Vado erano, infatti, in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie.

Gli inquirenti, stabilirono che dietro questo "apparentemente" inspiegabile accanimento, ci sarebbe stato un presunto accordo degli indagati, con i titolari di attività commerciali concorrenti. Il sindaco di Morciano di Leuca, l’avvocato 47enne Giuseppe Picci, appoggiato dal Comandante della Polizia Municipale Giovanni Anastasio, aveva tutto l'interesse a favorire gli altri rivenditori della zona in questione, poiché questi avevano promesso il proprio appoggio elettorale nella tornata del giugno 2009.

Sia il sindaco che il comandante dei vigili furono arrestati il 13 dicembre 2011 e dopo circa venti giorni trascorsi ai domiciliari, (misura cautelare applicata, a suo tempo, dal gip Annalisa De Benedictis) tornarono in libertà con un provvedimento a firma del Tribunale del Riesame.

Adesso, nell'ambito del processo di secondo grado è emersa una nuova verità giudiziaria che ha ribaltato la sentenza di primo grado.



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