Norman Atlantic. Tutti i passeggeri sono stati evacuati, il comandante è l’ultimo a lasciare la nave

Alle 14.50 il comandante Argilio Giacomazzi ha lasciato il traghetto, dopo essere rimasto l’ultimo a bordo. Tutti i passeggeri e i membri dell’equipaggio rimasti intrappolati sul traghetto sono stati tratti in salvo

Coordinate dalla nave militare San Giorgio, le operazioni di salvataggio, rese ancor più difficili dalle cattive condizioni metereologiche e dalla quantità di fumo che si era sviluppata subito dopo l'incendio, si sono di fatto concluse. Sono stati evacuati e soccorsi tutti i passeggeri e i membri dell’equipaggio rimasti ancora intrappolati sul ponte più altro del traghetto della “Norman Atlantic”, battente bandiera italiana, partito dalla Grecia e diretto ad Ancona, dopo l’incendio scoppiato nel garage che ha trasformato l’imbarcazione in un vero e proprio inferno di fuoco. L’ultimo ad abbandonare la nave è stato il comandante Argilio Giacomazzi che, come sottolineato dal premier Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa di fine anno, ha completato le operazioni con quattro ufficiali della Marina militare, come “fanno i comandanti seri", mentre erano ancora vivi alcuni focolai. Il riferimento, anche se non esplicito, è a Francesco Schettino che fu tra i primi a saltare su una scialuppa di salvataggio quando la Concordia stava per affondare dopo un inchino a largo dell’isola del Giglio. Giacomazzi ha lasciato il traghetto alle 14.50 solo quando tutti i presenti erano stati messi in salvo. Il bilancio delle vittime, invece, è salito a otto. 38 i dispersi, secondo l'edizione online del settimanale greco To Vima, considerato tra i più autorevoli.

Nel momento in cui i superstiti hanno toccato terra, con il peggio ormai alle spalle, si passa ai racconti, alle testimonianze, alle polemiche sui soccorsi giunti “troppo in ritardo” o “disorganizzati”. Dalle loro parole di chi ha vissuto quell’incubo si cerca di ricostruire quanto accaduto in quelle drammatiche ore. Il soprano greco Dimitra Theodossiou, attesa in Italia per una tournée, ricoverata all'ospedale di Lecce, per un principio di ipotermia e dimessa questa mattina ha raccontato a La Repubblica di aver visto di tutto persino alcuni uomini che picchiavano le donne e trascinavano via quelle che stavano davanti a loro pur di mettersi in salvo. Scene di panico ma anche di solidarietà. «Ho visto prendere per mano gente che era sola e dire, "dai siamo insieme, ce la faremo"». Qualcuno l’ha schiaffeggiata per evitare che si addormentasse, l’ha tenuta sveglia fino a quando non è arrivato l'elicottero italiano ed è salita sulla scala con la corda «il 28 dicembre – conclude- sarà un giorno che non dimenticherò mai più nella vita». 

Christian Wiersdorf, soccorritore elicotterista rimasto cinque ore sulla nave, intervistato dal Tgcom24 ha descritto il panico a bordo. «Mi hanno fatto impressione gli uomini che cercavano di salire per primi sugli elicotteri. Mi hanno offerto di tutto, persino dell'oro. Noi ovviamente abbiamo dato precedenza ai malati, alle donne e ai bambini».



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