Nuovo terremoto politico a Gallipoli, sindaco e quattro assessori indagati per abuso d’ufficio

In seguito all’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone sono stati notificati gli avvisi di garanzia all’indirizzo del primo cittadino Francesco Errico e di quattro assessori con l’accusa di abuso di ufficio.

Un nuovo terremoto politico investe il Comune di Gallipoli. Dopo le dimissioni del Sindaco Errico e le successive indiscrezioni che facevano ipotizzare un suo ritorno alla guida del governo cittadino, arrivano gli avvisi di garanzia all'indirizzo del primo cittadino e di quattro assessori, con l'accusa di "abuso di ufficio". Gli indagati, raggiunti dall'avviso di conclusione delle indagini e difesi dall'avvocato Viola Messa, sono: il 51enne sindaco dimissionario Francesco Errico; Antonella Greco, 49 anni vice-sindaco e responsabile del Bilancio; Felice Stasi 47 anni, con delega ai Lavori Pubblici; Antonio Piteo 43enne Assessore al Commercio; Giovanni Fiore 40 anni, con deleghe alle Politiche Sociali ed allo Sport.

L'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, sarebbe stata avviata in seguito ad un esposto presentato in Procura dall'Associazione "Gallipoli 2012" (di cui fanno parte, tra gli altri, il magistrato in pensione Aldo Petrucci e l'avvocato Luigi Suez). Secondo il giudice inquirente, che ha anche richiesto di acquisire dal Comune della "Città Bella" una corposa documentazione, gli indagati avrebbero autorizzato il titolare del lido di Gallipoli "Zeus", tra luglio ed agosto 2012, a diffondere musica a tutto volume in riva al mare senza possedere né i requisiti necessari, né tantomeno la regolare autorizzazione. L'altra vicenda contestata agli indagati riguarderebbe l'affidamento del parcheggio dello stadio "Bianco" alla società calcistica del Gallipoli per la stagione estiva, susseguente al campionato 2011/12. Infine, la questione “dell’incarico esterno" ad un avvocato dell'autorità di gestione del "Parco Regionale Isola di Sant'Andrea e litorale Punta Pizzo", secondo il Pubblico Ministero Mignone, violando i principi di trasparenza.

La notizia dell’inchiesta è giunta appena quindici giorni dopo le dimissioni del primo cittadino Francesco Errico e a poche ore di distanza dall’indiscrezione che il sindaco di Gallipoli le potesse ritirare, dando così vita ad un secondo mandato. Soprattutto, essa prende avvio a una settimana da un'altro appuntamento elettorale importante: le elezioni per il rinnovo del consiglio regionale.

Il susseguirsi di colpi di scena sulla riva della "Città Bella", hanno colto di sorpresa più di qualche Gallipolino, considerando la solidità che solo poco tempo fa, caratterizzava l'amministrazione comunale del Comune ionico-salentino. Nel turno di ballottaggio del 20 e 21 maggio 2012, il sindaco Errico aveva sbaragliato il competitor del centrodestra Toti Di Mattina, con quasi il 67% dei voti, mettendosi a capo di una coalizione formata dall’Udc, dal Partito Democratico e da tre liste civiche: “Francesco Errico sindaco”, “Gallipoli è tua – Fli-Dc”  e “Volta la Carta”. La vittoria di Errico, tre anni fa, aveva fatto rumore in riva allo Ionio proprio per la sua considerevole attestazione contro il centrodestra guidato in città dal senatore Vincenzo Barba, senatore che in queste ore non ha tardato a rispondergli invitandolo a desistere dall'idea dell'Errico-bis.



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