Ex carabiniere freddato a colpi di fucile. “Polvere da sparo su tre armi ed alcuni indumenti degli indagati”

Gli approfondimenti investigativi sugli altri indumenti e sul furgone della coppia di San Donaci indagata a p.l., invece, hanno dato esito negativo.

Emergono tracce di polvere da sparo su tre fucili da caccia appartenenti ai due indagati a piede libero per l’omicidio dell’ex carabiniere Silvano Nestola. Non solo, anche su un cuscino, un berretto, una camicia. Altri elementi sono emersi dall’analisi di due torce. Tracce che potrebbero derivare dall’utilizzo di armi e indumenti nel corso di una semplice battuta di caccia.

Sono terminati gli accertamenti disposti dai sostituti procuratori Paola Guglielmi ed Alberto Santacatterina per fare luce su quanto accaduto in contrada Tarantino che vede indagati Michele Aportone, 70 anni di San Donaci e la moglie Rossella Manieri, 62 anni, originaria di Copertino, per omicidio volontario, con l’aggravante della premeditazione.

Gli approfondimenti investigativi sul furgone della coppia per verificare l’eventuale presenza di impronte digitali o tracce biologiche e di residui di polvere da sparo ha dato, invece, esito negativo. Stesso discorso per gli altri indumenti che erano stati sequestrati ai coniugi.

La Procura, sulla base degli esiti delle indagini, dovrà ora tirare le somme per stabilire in che direzione muoversi.

I due indagati sono difesi dall’avvocato Francesca Conte. I familiari della vittima sono assistiti dagli avvocati Enrico Cimmino e Vincenzo Maggiulli.

L’autopsia

In base a quanto emerso dall’autopsia eseguita dal medico legale Roberto Vaglio, l’ex carabiniere Silvano Nestola è stato assassinato con quattro fucilate. Nel corpo della vittima sono state rilevate una quarantina di lesioni provocate dalla rosa di circa 40 proiettili (pallini), di misure differenti, esplosi dalle quattro cartucce con cui era stato caricato il fucile semiautomatico calibro 12, in mano al killer. E sembrerebbe che la vittima sia andata incontro al suo assassino che gli ha sparato al cuore.

Il 46enne di Copertino è stato ucciso il 3 maggio, intorno alle 22.00, a pochi passi dall’abitazione della sorella. La Procura fin dall’inizio ha scandagliato la vita privata dell’ex carabiniere, alla ricerca di un movente del misterioso omicidio. Ed è emerso come in passato, Nestola avesse frequentato la figlia della coppia di San Donaci. Una relazione che non sarebbe stata accettata di buon grado in famiglia.



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