Omicidio ex carabiniere, al setaccio telefonini e computer della coppia indagata

Non solo, sono stati sequestrati anche i dispositivi elettronici in uso alla figlia (non indagata), con cui l’ex carabiniere aveva avuto una frequentazione

Dopo il decreto di perquisizione informatica, finiscono sotto sequestro i telefonini ed il computer della coppia indagata per l’omicidio dell’ex carabiniere. Non solo, anche i dispositivi elettronici in uso alla figlia (non indagata), con cui l’ex carabiniere aveva avuto una frequentazione.

Il sequestro è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce, come disposto dai pm Paola Guglielmi e Alberto Santacatterina. Invece, nei giorni scorsi erano stati sequestrati i dispositivi elettronici della vittima, in cerca di elementi utili alle indagini.

Nelle scorse ore, invece, vi è stato un nuovo sequestro di armi in casa dei coniugi di San Donaci indagati a piede libero per l’omicidio di Silvano Nestola. Sono stati sequestrati una pistola beretta calibro nove priva di caricatore, due caricatori di pistole vuote, 50 cartucce calibro 9 ed anche una scimitarra da collezione, con una lama di 70 centimetri, legalmente detenuti da Rossella Manieri, titolare di porto d’armi. Anche se c’è da specificare che il sequestro è un atto dovuto nell’ambito dell’inchiesta e le armi non hanno un collegamento diretto con l’omicidio.

Gli accertamenti balistici

A partire da domani, invece, prenderanno il via gli accertamenti balistici per far luce sull’omicidio dell’ex carabiniere. In quella data, presso i laboratori del Ris dei Carabinieri di Roma, avranno inizio le operazioni peritali, dopo il sequestro di due fucili, appartenenti all’uomo di San Donaci. Sarà, infatti, la perizia balistica a stabilire se ci sia un nesso significativo tra le armi sequestrate e i bossoli ritrovati sul luogo del delitto.

In quell’occasione, il 70enne di San Donaci, Michele Aportone, e la moglie Rossella Manieri, 62 anni, orginaria di Copertino, indagati per l’ipotesi di reato di omicidio volontario aggravato e violazioni in materia di detenzione di armi, difesi dall’avvocato Francesca Conte, nomineranno un consulente balistico di parte. Il fratello e la sorella della vittima sonoassistiti dall’avvocato Enrico Cimmino. I genitori, invece, dall’avvocato Vincenzo Maggiulli. Gli avvocati della famiglia hanno già nominato il perito balistico Maico Antonio Valerio Turso.

I risultati dell’autopsia

È stato eseguito, nella giornata di venerdì, l’esame autoptico dell’ex carabiniere, assassinato a Copertino nei pressi dell’abitazione della sorella. Il medico legale Roberto Vaglio, come già emerso durante l’esame esterno cadaverico, ha rilevato che Nestola è stato assassinato con quattro fucilate. Nel corpo della vittima sono state rilevate una quarantina di lesioni provocate dalla rosa di circa 40 proiettili (pallini), di misure differenti, esplosi dalle quattro cartucce con cui era stato caricato il fucile semiautomatico calibro 12, in mano al killer.

Silvano Nestola, ex carabiniere, è stato colpito a morte il 3 maggio, intorno alle 22.00, a pochi passi dall’abitazione della sorella, dove era andato a cena con il figlio di 10 anni come quasi tutte le sere. L’assassino che a volto coperto ha premuto il grilletto sapeva di trovarlo lì. Conosceva quell’abitudine e lo ha atteso prima di colpirlo a morte. Ed assieme al killer, non è da escludere che sul luogo del delitto vi fosse un complice.



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