Accoltellò alla gola il padre, poi deceduto in ospedale: assolto per totale “vizio di mente”

La legge prevede però la misura accessoria della Rems ( residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) e il giovane dovrà trascorrere dieci anni presso tale struttura.

A seguito della perizia psichiatrica che stabilì la totale incapacità d’intendere e di volere al momento del fatto, arriva l’assoluzione per il lizzanellese che accoltellò alla gola il padre, poi deceduto in ospedale.

La decisione è giunta al termine del giudizio abbreviato, dinanzi al gup Alcide Maritati. Infatti, la stessa consulenza tecnica del dr. Domenico Suma, stabilì la capacità di stare in giudizio di Antonio Longo, 49 anni di Lizzanello.

La legge prevede però la misura accessoria della Rems ( residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) e il giovane dovrà trascorrere dieci anni presso tale struttura. Al deposito delle motivazioni della sentenza, il legale dell’imputato, l’avvocato Amedeo Martina potrebbe presentare Appello, ritenendo che le prove di colpevolezza dell’imputato, il quale rispondeva di omicidio volontario, si basano soltanto sulle sue stesse dichiarazioni.

Ricordiamo che il 23 ottobre del 2016, la lite in famiglia tra padre e figlio, è degenerata a Lizzanello in Via Paganini e l’alterco si è poi concluso in tragedia.Severino Longo, 73 anni, è deceduto in Ospedale, dopo venti giorni di coma.

Il figlio, infatti, stando alla ricostruzione degli inquirenti , avrebbe sferrato una coltellata alla gola del genitore ferendolo gravemente. Dopo la telefonata del ragazzo, immediato il ricorso al 118, che ha trasportato il padre al Vito Fazzi con una copiosa perdita ematica. Sul posto sono poi intervenuti i carabinieri di Lizzanello, che hanno raccolto le dichiarazioni del giovane e sequestrato il coltello. Le indagini vennero coordinate dal pubblico ministero Roberta Licci.
Successivamente, come misura cautelare, venne già disposto il ricovero del ragazzo presso il Reims.

Antonio Longo venne ascoltato due volte (in un caso, sotto forma d’incidente probatorio). Il dr. Suma, come detto, all’esito della consulenza stabilì come, al momento del fatto, il ragazzo fosse incapace d’intendere e di volere. Inoltre, espresse il parere provvisorio di pericolosità sociale nei suoi confronti.



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