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Pagano Sanpietrini con assegni scoperti. Quando la truffa è¨ di pietra

by Redazione
24 Agosto 2017 11:34
in Cronaca
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A settembre dello scorso anno, un imprenditore edile di Alezio si era recato presso la locale stazione dei Carabinieri per sporgere una querela contro ignoti per truffa. L’uomo, infatti, qualche giorno prima era stato contattato da una ditta di Tivoli che gli aveva ordinato ben 600 quintali di Sanpietrini che dovevano essere consegnati direttamente nella cittadina alle porte della Capitale ed è risaputo a tutti che a Roma e quest’ antica e fascinosa  pavimentazione, è molto famosa.  Le trattative successive per il prezzo sono avvenute tutte tramite contatti telefonici. Il pagamento concordato era in assegni per un valore di oltre 10.000 euro. Ultimo step: la spedizione. L’imprenditore aveva così caricato i 600 quintali di merce su due tir e li aveva spediti a Roma. Nulla di strano se…

Il primo dubbio sulla “genuinità della trattativa” era sorto quando, durante il viaggio, gli aspiranti acquirenti avevano cambiato all’ultimo momento il luogo della consegna che da Tivoli era divenuto un parcheggio lungo il Grande Raccordo Anulare. Dubbi che però erano stati spazzati subito via perché effettivamente nel luogo indicato i dipendenti dell’imprenditore salentino avevano trovavano un camion e due persone ad attenderli, con in mano due assegni, per un controvalore di 13.500 euro. La consegna della merce era avvenuta quindi senza alcun problema. Eppure qualcosa deve non essere quadrato alla perfezione se per “scrupolo” uno dei dipendenti aveva deciso di annotare la targa del camion dei compratori. Uno sospetto che sarà poi essenziale per le indagini successive.

Gli assegni, infatti, si sono rivelati scoperti e così l’imprenditore ha sporto denuncia. Dall’analisi dei tabulati telefonici e telematici, con riferimenti alle chiamate ed alle mail ricevute, nonché dagli accertamenti sulla targa del mezzo e sulle descrizioni dei compratori fatte dai dipendenti, i Carabinieri di Alezio sono giunti a C.P. napoletano di 23 anni e a R.C.P. ragazza rumena di 31 anni.  I due sono stati deferiti in stato di libertà, con l’accusa di truffa. Il 23enne, comunque, era già noto alle Forze dell’Ordine per reati simili.

Tags: truffe
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