Parcometri resi inservibili con chiodi e silicone in via XX settembre, con scritte No Tap

Danneggiate le colonnine dei parcometri che insistono su piazza Bottazzi, all’imbocco di via XX settembre, su di esse scritte No Tap.

Di nuovo atti vandalici in città. Dopo quanto accaduto al termine del corteo organizzato dal Movimento No Tap, stamattina Lecce si è svegliata con la notizia di nuovi atti di vandalismo.

Non si tratta questa volta di scritte sui muri di palazzi storici. Ad essere presi di mira i parcometri di via XX settembre, l’arteria cittadina che conduce dal Monumento ai Caduti in piazza Bottazzi ove sorge l’ex ospedale Vito Fazzi.

Tre colonnine che servono per il pagamento del ticket di parcheggio sono state rese inservibili con chiodi e silicone, di un’altra va verificata l’efficienza.

particolare dell’atto vandalico

Una riflessione

Ma perché si parla del Movimento No Tap? Perché sulle stesse colonnine campeggiano scritte “No Tap”, contro la realizzazione del gasdotto.

Ma sappiamo che su quella scritta non ci si può basare per avere certezza sulla paternità dell’atto. Eh sì, stessa cosa si può dire per la bomba carta che è stata fatta esplodere la settimana scorsa in via Balsamo, presso la sede dell’agenzia interinale Adecco. Anche in questo caso, sul muro, campeggiava la scritta No Tap.

Non essendovi alcuna certezza, ci viene da chiederci se qualcuno si nasconda dietro tale scritta per compiere beceri atti di vandalismo o altro, cavalcando l’onda dei fatti di cronaca che vedono protagonisti gli attivisti del Movimento. Il dubbio viene ed è lecito.

A questo punto ci si aspetta sempre di più, dalle voci che rappresentano autorevolmente il Movimento, una netta presa di distanza da chi sfoga la sua violenza con atti vandalici, rischiando di offuscare e “macchiare” i buoni propositi di chi quel gasdotto nel Salento non lo vuole.

Intanto, sul caso, indaga la Digos.

E spunta un articolo su un giornale anarchico…

Poche ora dopo in un articolo sul sito d’area anarchica “finimondo.org” si legge un riferimento preciso al gesto degli ‘sconosciuti’ che hanno danneggiato i parchimetri in città.

“Nick Mano Fredda tagliava la testa ai parchimetri capitalisti reazionari. Da tempo la vita non gli dava più buone carte da giocare, e a dirla tutta aveva l’impressione che la mano fosse stata organizzata in maniera che non potesse mai vincere. In galera o in libertà, sempre la solita solfa: leggi, regolamenti, padroni”, si legge.

“Le cose non vanno mai come dovrebbero? E allora un essere umano deve seguire la propria strada! Che poi, c’è più gusto a vincere quando si ha nulla.

Anche se non si è mai progettato niente nella propria vita, si può comunque avere nel sangue l’istinto della ribellione. Non è che ci sentisse poco, il nostro Nick, è che sentiva quello che vale la pena sentire. Inutile proporgli richiami all’ordine. E come non dargli ragione: il guaio, qui, è la mancanza di comunicatività”.

“Chissà se tutti questi pensieri, presi direttamente dal film interpretato da Paul Newman nel 1967, sono turbinati nella testa di coloro che ieri hanno sigillato alcuni parchimetri a Lecce, invitando a bloccare tutto per opporsi a Tap. Già, chissà. Di certo troveranno anche loro, come i profanatori del decoro urbano, qualche persona dabbene che auspicherà una punizione esemplare (due anni di lavori forzati in un penitenziario?) per non essersi inseriti nella vita normale, nella vita civile, nella vita operosa – insomma, nella vita scodinzolante. Qualcuno che, proprio come il secondino del film o l’operaio di Tap, spiegherà: mi dispiace, ma non faccio altro che il mio dovere, spero lo capirai.
«No, chiamarlo tuo dovere non serve a giustificarlo».”

In passato, lo stesso sito, aveva lanciato un invito a colpire «tutte le sedi, tutti gli uffici, tutti i domicili, tutti i cantieri, tutti i depositi, tutte le strutture, tutte le ramificazioni di tutti coloro che partecipano al progetto Tap».

«Loro vogliono dare gas questo mondo, noi perché non diamo gas alla rivolta?» concludeva l’appello.



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