Picchia la moglie da circa 14 anni, denunciato marito violento

Per questa ragione il 41enne è stato deferito all’Autorità Giudiziaria, in stato di libertà, per i reati di lesioni volontarie aggravate, violenza privata e maltrattamenti in famiglia.

Da anni maltrattava la moglie con botte, ingiurie e minacce di ogni tipo. Per questo motivo è stato denunciato in stato di libertà. Verso le 2 del 21 gennaio scorso, il personale della Sezione Volanti della Polizia di Lecce è intervenuto nei pressi dell’ingresso pedonale dell’Ospedale “Vito Fazzi” dove era segnalata la presenza di un soggetto molesto.

Sul posto i poliziotti hanno fermato un uomo di Giurdignano, di 41 anni, che ha riferito di aspettare la moglie, in attesa di essere dimessa dal nosocomio. Poco dopo, infatti, è giunta una donna, 38enne anche lei di Giurdignano che l’uomo, con fare prepotente, ha accolto, incitandola ad andare via, palesemente innervosito dalla sua presenza e da quella dei poliziotti.

Viste le circostanze, gli agenti hanno voluto ascoltare, in disparte, la donna che ha riferito di aver subito un danno al timpano destro, il 17 gennaio, dovuto alle botte subite dal compagno. La lesione, in un primo momento, fu dichiarata al pronto soccorso come frutto di un “incidente domestico” e la donna era stata costretta a firmare la sua uscita anche con parere negativo del medico responsabile del reparto di otorino.

La donna ha riferito anche di vivere da circa quattordici anni in una situazione di paura, sommata a botte, ingiurie e minacce di ogni tipo e che numerosi erano stati, in passato, gli interventi della forze di polizia a causa delle condotte violente poste in essere dal marito. Nel frattempo l’uomo, che ha cercato più volte di interrompere gli operanti, stava insultando ed intimidendo con minacce la donna che, non appena uscita dalla struttura, è stata ulteriormente aggredita verbalmente e sottoposta ad una serie di domande inquisitorie su cose avesse raccontato ai poliziotti ed ai medici.

Per questa ragione il 41enne è stato deferito all’Autorità Giudiziaria, in stato di libertà, per i reati di lesioni volontarie aggravate, violenza privata e maltrattamenti in famiglia.