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Piena confessione dinanzi al Gip dei quattro rapinatori dell’Operazione Zebra

by Angelo Centonze
23 Agosto 2017 17:36
in Cronaca
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Una confessione che confermerebbe quanto già dichiarato ai Carabinieri, permettendo di avere un quadro ancor più chiaro dell'intera vicenda. I quattro ragazzi di Miggiano, ai domiciliari per porto strumentale di coltello e tentata rapina ai danni di una 89enne del loro stesso paese, sono stati interrogati questa mattina presso il tribunale di Lecce, nell'ufficio del Giudice per le indagini preliminari, Giovanni Gallo che aveva emesso nei loro loro confronti un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, come richiesto dal Pm, Roberta Licci.

Gli arrestati, Luigi Rizzello, Simone Rubesa, Lucio e Leonardo Sammati, tutti poco più che ventenni e difesi dagli avvocati Luca Puce, David Alemanno e Salvatore Carbone, erano già noti alle forze dell’ordine. I quattro hanno ammesso di essere gli esecutori della rapina nei confronti di un'anziana donna di Miggiano, che all’ora di cena dello scorso 25 marzo, nell'abitazione in cui vive con la figlia di 54 anni, ha ricevuto la "sgradita visita" di due malviventi, i quali con il volto coperto da un passamontagna e armati di coltello, hanno prima immobilizzato e poi malmenato le due donne.

Quest'oggi, dinanzi al Gip Gallo, Leonardo Sammati, ha confermato di essere il cosiddetto “palo” della gang (avrebbe atteso in macchina i complici);  Simone Rubesa e Luigi Rizzello, invece, hanno ammesso di essere gli esecutori materiali del tentativo di rapina (quest'ultimo ha anche avuto il ruolo di basista, poiché aveva svolto lavori di termoidraulica nell’abitazione dell’anziana donna) ed infine, Lucio Sammati, cugino di Leonardo, ha testimoniato il suo ruolo di "aiutante", poiché procurò il passamontagna e gli indumenti. I quattro banditi hanno quindi "rafforzato" la tesi investigativa dei Carabinieri della Stazione di Specchia, che insieme ai colleghi della compagnia di Tricase, avevano raccolto le dichiarazioni da loro rese, a cui andò ad aggiungersi la fondamentale testimonianza dell'anziana vittima della rapina.

La sveglia vecchietta fornì diversi particolari utili ai carabinieri, dopo che quest'ultimi furono allertati dalla figlia che, quella sera, riuscì a divincolarsi ed a scappare in giardino, chiedendo aiuto e costringendo alla fuga i due balordi. Senza ‘piagnucolare’ (come ha sottolineato il Procuratore Cataldo Motta nel corso della conferenza stampa, seguente all'arresto dei rapinatori) l'anziana signora di Miggiano e la figlia avrebbero descritto ai militari gli indumenti indossati dal rapinatore.

Fondamentali sono state anche le tracce lasciate dai malviventi ed in particolare un paio di occhiali da sole zebrati ‘persi’ durante la fuga a piedi e ritrovati dai carabinieri che si erano subito messi sulle tracce dei malfattori. Lo stesso procuratore Motta ha sottolineato come sia "Singolare fare una rapina con gli occhiali zebrati", tanto che l'operazione investigativa ha assunto il nome di “Zebra".

Tags: furti-in-appartamenti
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