Presunte irregolarità edilizie: Riesame conferma nuovamente sequestro Parco Gondar

La difesa potrà comunque presentare una nuova istanza nel corso del processo. Infatti, nel gennaio scorso, sono stati rinviati a giudizio sette imputati

Rimane sotto sequestro il Parco Gondar di Gallipoli. Il Tribunale del Riesame ha “confermato” il provvedimento del settembre scorso, dopo il “dissequestro con prescrizione”, accordato dalla Procura nel mese di maggio del 2017, che permise di organizzare 38 eventi nella stagione estiva.
Occorre ricordare che circa un mese fa, il giudice per l’udienza preliminare Antonia Martalò aveva rigettato l’istanza dei legali dei due proprietari, di revocare il sequestro e di fare riaprire l’area concerti. Gli avvocati Michele Bonsegna, Ladislao Massari e Pierluigi Portaluri, a quel punto, hanno impugnato il provvedimento dinanzi al Riesame. I difensori hanno ribadito come i due proprietari abbiano ottenuto il rilascio di tutte le autorizzazioni di natura edilizia, ambientale e demaniale dalla pubblica amministrazione. Il collegio ( Presidente Maria Pia Verderosa, a latere Antonio Gatto e Anna Paola Capano) ha comunque confermato il sequestro. La difesa potrà comunque presentare una nuova istanza nel corso del processo. Infatti, nei mesi scorsi, sono stati rinviati a giudizio, dal gup Antonia Martalò, al termine dell’udienza preliminare, sette imputati per le presunte irregolarità in materia edilizia e autorizzativa. Si tratta di Ferruccio Errico, 34 anni di Gallipoli, in qualità di amministratore della Gondar Srl e legale rappresentante della società “Sold Out” che gestisce la realizzazione degli eventi all’interno del parco; Christian Scorrano, 35enne gallipolino, altro amministratore della Gondar Srl; i progettisti Antonio Ferilli, 57 anni di Gallipoli, Mario Stefanelli, 63enne di Gallipoli, Franco Ancora, 75enne gallipolino, Giuseppe Cataldi, 61 anni dirigente del Settore Urbanistico del Comune di Gallipoli, Sergio Leone 61enne di Taviano, funzionario. Nel corso dell’udienza, gli amministratori del Parco Gondar hanno rilasciato spontanee dichiarazioni, sottolineando la regolarità e correttezza del proprio operato.
Tra le accuse contestate, a vario titolo ed in diversa misura, quella di falso ideologico e abusivismo edilizio. Gli imputati dovranno presentarsi il prossimo 17 aprile, innanzi al giudice monocratico Pasquale Sansonetti della seconda sezione, per l’inizio del processo.

Il sequestro e la restituzione dell’area

Ricordiamo che nel marzo dello scorso anno, il personale della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera della ‘Città Bella’ ha eseguito il decreto di sequestro emesso dal Gip Simona Panzera. La struttura, diventata negli anni un punto di riferimento per gli eventi estivi, nel lontano 1973 era costituita da due campi da tennis e da manufatti accessori. Nel tempo si sarebbe ampliata fino ad occupare, in un’area sottoposta a particolari vincoli in quanto ZPS (Zona a protezione speciale) e SIC (Sito di interesse Comunitario), una superficie complessiva di circa quindicimila metri quadrati, di cui circa mille appartenenti al demanio marittimo, su cui sarebbero state realizzate diverse opere, tra cui una pizzeria, un palcoscenico, un bar con deposito, spogliatoi e servizi igienici.

Nel mese di maggio, però l’area concerti del Parco Gondar ha riaperto con la possibilità di organizzare 38 eventi lungo l’arco della stagione. Difatti, il pubblico ministero Antonio Negro e il procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone, hanno accolto l’istanza della difesa composta dagli avvocati Michele Bonsegna, Ladislao Massari, Lugi Covella, Fabrizio Ferilli e Pierluigi Portaluri, disponendo il “dissequestro con prescrizione”.

È stato difatti dissequestrato l’intero compendio aziendale sottoposto a Provvedimento del gip. Il P.M. ha condiviso le ragioni illustrate dagli indagati ed ha disposto la restituzione per “salvaguardare anche le esigenze imprenditoriali degli istanti e soprattutto quelle occupazionali del territorio”. Successivamente, al termine della stagione estiva, sono stati nuovamente apposti i sigilli all’area.



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