Primo giorno di scuola per la ‘nuova’ Provincia di Lecce: oggi il Consiglio inaugurale

Primo Consiglio Provinciale quello avvenuto oggi, a Palazzo dei Celestini, per il nuovo ente di secondo livello che lavorerà a Palazzo dei Celestini. Gabellone: ‘Situazione ancora transitoria, ma resta invariato l’impegno’.

Mancherà la giunta, ma non certo l’impegno massimo. Oggi per la Provincia di Lecce è stato un po’ come il primo giorno di scuola, visto che l’esordio di Antonio Gabellone in qualità di presidente del nuovo Ente di secondo livello – disegnato dalla legge Delrio – avviene per la prima volta nella storia della politica leccese.  Viene definita una fase transitoria, nella quale questa nuova figura dovrebbe traghettarsi verso un’abrogazione delle Province stesse. Al contempo, purtroppo, si naviga a vista. Perché davanti a tanti punti interrogativi circa competenze e deleghe ancora non se ne sa nulla; sarà compito della Regione Puglia, infatti, togliere un po’ di nebbia entro dicembre grazie all’adeguamento definitivo (si spera) dello statuto.

«Ripartiamo dopo circa quattro mesi nonostante un momento di tempesta e le poche risorse finanziarie» ha detto il numero uno di Palazzo dei Celestini pochi attimi prima del suo giuramento e dopo la convalida degli eletti. «Il Salento dimostra grande vivacità – prosegue – in un periodo giunto alla sua fase cruciale, dove va agganciato il treno della ripresa. Il fatto che questo consesso sia rappresentato da sindaci e amministratori locali sarà un vantaggio. Ci attendono momenti difficili, e cercheremo di stabilire delle linee programmatiche già a partire dal prossimo consiglio».

Gli interventi del consigliere Nunzio Dell’Abate e Simona Manca hanno un po’ rimarcato le parole del presidente Gabellone, aggiungendo però qualche dettaglio in più. «Dobbiamo rimboccarci le maniche – dichiara il primo – affinché non si debba navigare a vista; occorre intervenire sulla formazione delle politiche del lavoro, sulle resti scolastiche, trasporti, attività strategiche e tutela ambientale. E ciò con pochissime risorse a disposizione». Aspetto, quello delle casse ‘piangenti’, ben sottolineato da Simona Manca. Anzi, la definisce proprio una’tragedia economica’. «Forse l’abbattimento dell’Ente Provincia – sostiene sempre Simona Manca – è  stato spinto dall’onda di antipolitica. È un immaginario strano, che vede la collettività confusa e che non riesce a capire chi si trova davanti». 



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