Soldi e gioielli ottenuti con l’inganno dalla zia malata. La nipote finisce sotto processo

Il gup Michele Toriello, al termine dell’udienza preliminare, ha rinviato a giudizio una 42enne di Carmiano per l’ipotesi di reato di circonvenzione d’incapace e appropriazione indebita

Avrebbe raggirato la zia malata, impossessandosi di soldi e gioielli e la nipote finisce sotto processo. Il gup Michele Toriello, al termine dell’udienza preliminare, ha rinviato a giudizio D.M., 42enne di Carmiano per l’ipotesi di reato di circonvenzione d’incapace e appropriazione indebita.

La prima udienza si terrà il 28 settembre dinanzi al giudice monocratico Stefano Sernia. L’imputata, assistita dagli avvocati Rita Ciccarese e Francesco Calcagnile, potrà dimostrare l’estraneità alle accuse, nel corso del dibattimento. La vittima ed una parente si sono costituite parte civile con l’avvocato Marinella Mazzotta.

I fatti si sarebbero verificati a Carmiano, fino a marzo del 2019 e sarebbero venuti allo scoperto dopo la denuncia della vittima.

Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Massimiliano Carducci, la 42enne avrebbe approfittato della malattia dell’anziana zia, affetta da una grave forma di decadimento cognitivo, sottraendole tutti i suoi averi. Dopo averla messa in guardia sulla frequentazione degli altri parenti, la donna l’avrebbe indotta a consegnarli i suoi beni personali e di valore.

Nei primi mesi del 2018, l’anziana zia, dopo aver ricevuto l’accredito della prima rata del Tfr, sarebbe stata indotta a regalare la somma di 15 mila euro al marito della nipote per l’acquisto di una macchina. E poi, D.M. avrebbe ottenuto con l’inganno la carta bancomat della zia, effettuando prelievi per un valore di oltre 10mila euro.

E ancora, nel febbraio del 2018, riusciva a far transitare su di un nuovo conto, la somma di 31euro mila della zia.
E sempre utilizzando la carta bancomat della zia malata, avrebbe prelevato in sei mesi (fino ad ottobre del 2018), la somma complessiva di 21 mila euro.

Secondo l’accusa, la nipote “infedele”, nonostante due diffide, tra dicembre del 2018 e gennaio del 2019, si sarebbe appropriata, tra le altre cose anche di oggetti in oro, tra cui 23 anelli, un orologio, un bracciale, una collana e un paio di orecchini.



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