Distrutte fioriere nel centro cittadino. Inizia con una rissa il raduno di Casapound

A due passi da Piazza S. Oronzo sono andate in onda, nella notte, scene di ordinaria inciviltà. Divelti vasi in pietra leccese che delimitano l’area di pubblico esercizio di un noto ristorante locale. La scena è quel che resta di una rissa a colpi di pietra, mazze e bottiglie

Nella centralissima Via degli Acaya che si affaccia su Piazza S. Oronzo, il salotto di Lecce, il cuore storico della città barocca che si candida ad essere Capitale europea della Cultura nel 2019, si possono verificare anche atti di ordinaria inciviltà. Se in un primo momento, alla vista di quelle fioriere distrutte si era pensato al gesto di qualche balordo locale in preda, probabilmente, ai fumi dell’alcool e dell’esaltazione oppure a qualche turista che si è lasciato andare a comportamenti fuori da ogni regola e norma di buona civiltà, pare, invece, che quella scena nel cuore del capoluogo barocco sia quel che resta di una maxi-rissa a colpi di pietra, bottiglie e cinghie, avvenuta nella notte.

A scontrarsi, secondo fonti investigative, sarebbero stati due gruppi, uno romano e l'altro salentino. Il tutto in nome della politica. Non dimentichiamoci che, oggi, inizia la prima giornata del raduno nazionale di CasaPound.  Insomma, dai semplici sfottò al gruppo di destra, si sarebbe poi passato ad altro, ben altro. I facinorosi sono poi fuggiti all'arrivo della Polizia. Saranno gli uomini della Questura, che stanno ascoltando i testimoni e hanno già acquisito i filmati delle videocamere di sorveglianza installate nella zona al fine di provare ad identificare le persone coinvolte nello scontro, a tentare di ricostruire quanto accaduto.

Fatto sta che ciò che rimane davanti agli occhi di tutti ha dell’incredibile: vasi in pietra leccese ed in plastica che delimitano l’area di esercizio esterna di un noto ristorante locale, sono stati divelti e buttati per terra.
Quello che rimane di una piccola aiuola organizzata per inserirci all’interno sedie e tavolini necessari ad offrire ai fruitori un momento di ristoro al termine o all’inizio della visita della città è uno scempio a cielo aperto.

Increduli gli esercenti commerciali ed i cittadini che al loro risveglio hanno dovuto fare i conti con la distruzione delle fioriere.

Ciò che lascia ancor di più sorpresi e che tutto si sia svolto nel cuore del capoluogo, a pochi metri dall’Anfiteatro Romano, a pochi metri dalla colonna di S. Oronzo, a pochi metri dal Sedile, a pochi metri dallo stemma della lupa che insiste sull’ovale della piazza.