Scene da film sulla tangenziale di Lecce, un’auto impazzita semina il panico. Un uomo di Carmiano finisce in carcere

Un’auto a dir poco spericolata ha seminato il panico ieri pomeriggio sulla tangenziale di Lecce. Prima ha provocato un incidente molto pericoloso che poteva provocare serie conseguenze, poi ha innescato un folle inseguimento coi carabinieri.

In un orario in cui la tangenziale est risulta particolarmente frequentata, si sono verificate scene che hanno dell’inverosimile e che generalmente vengono vissute dagli stuntman nei film d’azione, durante le sequenze più pericolose.  Veri e propri minuti di terrore che, grazie all’intervento dei militari dell’Arma dei carabinieri, non si sono tramutati in tragedia.

Erano trascorse da poco le 17  quando all’ altezza del centro commerciale Bricoman, un uomo di 33 anni originario di Aradeo, stava percorrendo la strada con la sua Punto e con a borda la figlioletta. All’improvviso tutto cambia: la macchina che precede quella del 33enne è rientrata dalla corsia di sorpasso e l’automobilista si è accorto di un’autovettura grigia, ferma nel bel mezzo della corsia di sorpasso con le luci spente e senza alcuna segnaletica d’emergenza. Una situazione di estremo pericolo, quindi. Impossibile evitare l’impatto anche a causa del sopraggiungere di molte autovetture.

In uno strano, stranissimo atteggiamento, il conducente dell’Opel Meriva che si trovava al centro della carreggiata, era  seduto sul guardrail a guardare la scena. Il 33enne è così sceso dall’autovettura per comprendere l’entità dei danni e per richiedere i soccorsi dei sanitari del 118. Il conducente dell’Opel Zafira, poi, come se nulla fosse è risalito in auto e si è allontanato a velocità sostenuta, nonostante i gravi danni alla carrozzeria. Per comprendere l’entità dell’impatto, basti dire che la targa posteriore era diventata un tutt’uno con la fiat punto condotta dal 33enne.

Da qui, la situazione è andata peggiorando, prendendo connotati di terrore: l’Opel Meriva alla cui guida vi era Antonio Cavallone 46enne residente a Carmiano si è letteralmente trasformata in una “pallina da flipper” sbattendo da un guardrail all’altro della carreggiata, il tutto ad alta velocità, mentre il veicolo perdeva per strada pezzi di carrozzeria e pneumatici.

In quei momenti era in transito una pattuglia della Stazione carabineri di Tricase e alla quale non sono sfuggite le manovre rocambolesche. Attivati i dispositivi d’emergenza acustici e i lampeggianti, i militari hanno intimato all’autista di fermarsi, paletta alla mano. L’uomo, però, imperterrito continuato la sua folle corsa tentando più volte di ostacolare il sorpasso della pattuglia dell’Arma anche rimbalzando più volte contro lo spartitraffico in cemento, facendo così schizzare pezzi di lamiera sul manto stradale.

L’inseguimento si è protratto per una decina di chilometri mentre i militari dell’Arma sono stati impegnati da un lato a tentar di far desistere lo spericolato automobilista, dall’altro ad evitare che nessuna delle autovetture in coda tentasse un azzardato sorpasso.

Ad un certo punto, l’epilogo, assurdo come tutta la vicenda: l’Opel ha impattato nuovamente sullo spartitraffico all’altezza dello svincolo Giorgilorio, il penumatico anteriore sinistro è esploso. Da qui una fumata nera, una carambola, e poi finalmente il veicolo si è fermato in mezzo alla corsia. 

Antonio Cavallone ed un passeggero, un 49enne di Carmiano, sono scesi dall’autovettura, e come se non fosse accaduto nulla, hanno tentato di allontanarsi. I militari hanno così bloccato l’accesso alla corsia e fermato i due che hanno cercato di dimenarsi asserendo di non aver commesso alcunché e di avere il diritto di andare ovunque. Ma era evidente che i due uomini fossero in stato confusionale,  magari sotto l’effetto di sostante psicotrope. Portati alla ragione e piantonati sino all’arrivo dei colleghi delle Compagnie di Lecce e Campi Salentina giunti in supporto, i due sono stati trasportati al Vito Fazzi di Lecce per gli accertamenti del caso. Cavallone è risultato positivo a più sostanze.

Vista la gravità dei fatti, il chiaro pericolo posto in essere durante l’inseguimento, grazie alle dichiarazioni rese dai testimoni e ai rilievi stradali esperiti dalla compagnia di Lecce, il folle automobilista è stato tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale, omissione di soccorso e fuga a seguito di sinistro, mentre il passeggero è stato deferito in stato di libertà in concorso. Per quest’ultimo è scattata anche la denuncia per furto di corrente elettrica in quanto, a seguito di perquisizione domiciliare, i militari della Compagnia di Campi Salentina hanno potuto verificare che l’uomo usufruiva indebitamente della corrente elettrica mediante bypass del contatore.

Per Antonio Cavallone si sono aperte le porte del carcere.



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