Scontri e disordini in campo alla partita tra Novoli e Bitonto. Scatta un arresto

Sassaiole e lancio di materiali contundenti non soltanto contro i tifosi avversari, ma anche contro le Forze dell’ordine. Finisce, al momento, con un arresto la prima fase di indagine che sta portando all’emissione di altri Daspo.

Nonostante quanto accaduto recentemente sui campi di calcio nei Campionati “minori”, si ripetono gli episodi di violenza sugli spalti.

Quella tra l’A.S.D. Novoli e l’U.S. Bitonto doveva essere una normale partita sul rettangolo verde per il campionato regionale di Eccellenza. Purtroppo, però, è diventata teatro di gravi disordini e scontri tra le due tifoserie.

Come sempre, sono partiti prima gli sfottò, poi le provocazioni tra novolesi e baresi, finchè oltre un centinaio di spettatori locali non hanno tentato di punire l’affronto cercando il contrasto fisico con i rivali.
E giù con il lancio di sassi, il danneggiamento dei bagni, da cui proprio alcuni degli ospiti avevano divelto sifoni e pezzi di tubi metallici, usati poi come armi contundenti anche contro le Forze dell’Ordine.

In tutto questo, il grande sforzo dei militari  – tra cui i Carabinieri della Stazione di Novoli e i colleghi della Compagnia di Campi Salentina – al fine di evitare un contatto assai pericoloso e dagli esiti imprevedibili.
Strattoni, pugni e sassate hanno avuto come obbiettivo anche gli uomini in divisa, un paio dei quali hanno riportato lievi escoriazioni alle mani.

I militari novolesi si sono subito messi all’opera per identificare protagonisti di quei disordini, approfittando anche della normativa che prevede i DASPO, la quale estende la flagranza di reato a 48 ore nel caso in cui sia impossibile arrestare subito chi commetta reati violenti durante  manifestazioni sportive.

Il primo nome a emergere dalle indagini è quello di Piero Lillo, muratore bitontino di 27 anni, incensurato, che è stato arrestato in differita e sottoposto ai domiciliari.
Gli investigatori, pur nella confusione del momento, hanno memorizzato le fattezze fisiche del giovane, proprio mentre lanciava contro di loro un pesante sifone metallico, proveniente dai bagni del campo sportivo. Il 27enne si era poi sottratto al tentativo di identificarlo strattonando i militari e fuggendo con la complicità di altri tifosi.
Ma da Novoli sono partite richieste di informazioni alla Stazione Carabinieri e al Commissariato di Polizia di Bitonto; uno scambio rapido e serrato di notizie e fotografie ed ecco che l’identità dell’uomo è stata svelata.

Ai polsi di Lillo, rintracciato rapidamente, sono scattate le manette e gli sono contestati il lancio di oggetti pericolosi in occasione di manifestazioni sportive, oltre alla resistenza a Pubblico Ufficiale.

Nella stessa direzione si sono espressi i Pubblici Ministeri di turno delle Procure della Repubblica di Lecce (competente per il luogo in cui i reati sono stati consumati) e Bari (per l’applicazione della misura cautelare).

Le indagini della Stazione di Novoli non si fermano, però, qui e sono rivolte a individuare anche altri personaggi della tifoseria locale che abbiano preso parte attiva ai contrasti, ai disordini e alla sassaiola finale.
In quest’ultima fase, un gruppo di loro ha sostanzialmente fatto da “schermo” ai facinorosi che, con volto coperto, scagliavano grosse pietre contro le Forze dell’Ordine, impegnate a proteggere il deflusso degli automezzi baresi. E a nulla erano servite le intimazioni a disperdersi.

La posizione di una decina di persone è già ora al vaglio per l’accertamento delle responsabilità penali (possibili le denunce in stato di libertà per resistenza, favoreggiamento, inosservanza di provvedimento di Autorità), e probabilmente sarà proposta nei loro confronti l’emissione proprio del Divieto di avvicinamento, DASPO.



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