Sfrattata da casa, coppia si rifugia sui gradini della chiesa di San Pio

Singolare protesta di due conviventi che, sfrattati dall’abitazione in cui vivevano, hanno posizionato i mobili davanti all’ingresso della chiesa salentina. A Lecce è sempre più emergenza abitativa

Una vera e propria emergenza abitativa quella che si sta venendo a creare negli ultimi giorni a Lecce e che viene acuita, ancor di più, dalle difficili condizioni climatiche, al limite della sopportabilità a causa del caldo che rischia di fare esplodere un’emergenza sociale.

Di qualche giorno fa la notizia, balzata agli onori delle cronache, della disperata situazione in cui versa il 70enne Ugo Mennuni, costretto a dormire in auto, tra le lamiere spesso arroventate durante il pomeriggio, nei pressi del parco per i bambini situato tra Via Giovanni Paolo II e Via Alcide De Gasperi.

Oggi la triste storia di due conviventi sfrattati dalla loro residenza e che hanno voluto inscenare una protesta triste e significativa, posizionando i loro mobili sui gradini della chiesa di San Pio, quasi a chiedere un intervento divino visto che quello umano stenta ad arrivare.

La richiesta di tutti è sempre la stessa: quattro mura confortevoli tra cui poter passare una giornata al riparo dagli agenti atmosferici. Non chiedono, in fondo molto, gli sfortunati cittadini leccesi, ai quali, però, va raccontata la storia di una difficile gestione dell’edilizia popolare, più al centro di beghe giudiziarie che di risposte alle reali esigenze di chi non solo non può permettersi un mutuo, ma non riesce nemmeno a far fronte a un canone di locazione.

Sembra quasi che le crisi economica che ha portata a galla tante storie umane tristi, abbia messo a nudo l’inefficienza della macchina dei servizi sociali che non riescono a rispondere anche ai più elementari bisogni dei cittadini sfortunati.

I media provano a denunciare, la politica, prova a prendere in carico le questioni, ma molto spesso si sa già che si viaggia su un binario morto.

Speriamo che la storia di questi concittadini sia più a lieto fine.



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