‘Sono stata violentata dal mio connazionale’: la ragazza marocchina testimonia davanti al giudice

Il 2 giugno scorso, una 25enne di origine marocchina si è presentata all’Ospedale di Scorrano raccontando quanto accaduto. Questa mattina, dinanzi al gup, si è tenuta la prima udienza del processo in abbreviato.

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Ha confermato di essere stata violentata da un suo connazionale. Questa mattina, dinanzi al gup Giovanni Gallo, si è tenuta l'udienza preliminare del processo in abbreviato che vede imputato Khalid Harbi un 26enne di origini marocchine che ora dovrà difendersi dalle pesanti accuse di sequestro di persona e violenza sessuale. Per lui il pm aveva chiesto il giudizio immediato.

Il giovane è difeso dagli avvocati Silvia Mauro e Vito Fabio Urso. La vittima, più piccola del presunto aggressore di un solo anno, si è costituita parte civile con l'avvocato Cosimo Castrignanò. Pur visibilmente scossa, grazie all'aiuto di un traduttore, la ragazza ha ricostruito quei drammatici momenti rispondendo alle domande del giudice, del pm e dei due legali.

Ricordiamo che il 2 giugno scorso, una 25enne di origine marocchina si è presentata all’Ospedale di Scorrano completamente sotto shock, con l’aiuto della sorella che l’aveva accompagnata. La poveretta è riuscita tra la paura e le difficoltà linguistiche, a raccontare la brutale aggressione a sfondo sessuale subita a Poggiardo. Poche parole in un italiano stentato che sono bastate a far capire l’inferno subìto: un connazionale, con cui aveva un rapporto amicale, l'avrebbe invitata a fare un giro in macchina e dopo essersi appartata l'avrebbe violentata, "immobilizzandola" sul sedile posteriore della vettura.

La diagnosi del Pronto Soccorso ha confermato l'incubo vissuto dalla 25enne che, risulterebbe non avere mai avuto un rapporto sessuale prima di allora. Il presunto violentatore ha, invece, rilasciato spontanee dichiarazioni, affermando come la sua connazionale fosse consenziente.

La giovane donna ha presentato denuncia ai Carabinieri di Poggiardo, contro Khalid Harbi un 26enne anche lui di origini marocchine e volto già noto alle forze dell’ordine per reati in materia di stupefacenti. È scattata così un'inchiesta coordinata dal Pubblico Ministero, il dott. Giuseppe Capoccia, condotta dai Carabinieri di Poggiardo e dai colleghi della Compagnia di Maglie.

Grazie alla mediazione ed all’ausilio di una psicologia nominata dalla Procura di Lecce, ed al supporto di una interprete, i Carabinieri hanno raccolto la dettagliata denuncia da parte della vittima, che nei giorni successivi, a causa del pesantissimo stato emotivo e psicofisico conseguente ad una violenza di tale portata, è stata protagonista di atti auto lesivi.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Harbi avrebbe “prelevato” la donna da un’abitazione a Cerfignano, dove lavorava come badante; l'avrebbe fatta salire a bordo di un’auto, e poi condotta in una campagna non molto distante, costringendola con la forza ad avere un rapporto sessuale. Gli indumenti della donna, completamente macchiati di sangue, ed i tamponi effettuati dai medici sono stati sottoposti a sequestro e repertati presso il laboratorio analisi dell’ospedale di Scorrano per i successivi accertamenti del dna. Idem per la macchina dove si sarebbe consumata la violenza, un Volkswagen golf di colore grigio, di proprietà ed in uso al 26enne marocchino.



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