Uno ‘perseguita’ la ex, l’altro maltratta i genitori: due arresti tra Leverano e Nardò

Un 39enne di Leverano è finito ai domiciliari per stalking: in più occasioni aveva minacciato e perseguitato la ex. A Nardò, in carcere finisce un 25enne per maltrattamenti in famiglia.

Storie diverse, ma ad unire Leverano e Nardò nelle ultime ore è la violenza, non solo o non per forza fisica. Nella città dei fiori a finire nei guai con l’accusa di “atti persecutori” è un 39enne del posto, B.A.A. le sue iniziali.

Questa mattina, i Carabinieri di Taviano, insieme ai colleghi della locale stazione, hanno bussato alla porta dell’abitazione dell’uomo stringendo tra le mani un ordine di esecuzione di una misura cautelare, emesso dalla Procura della Repubblica di Lecce. Il provvedimento è solo l’ultimo atto delle indagini degli uomini in divisa che hanno ricostruito l’anno da incubo vissuto dalla ex compagna, una 31enne di Taviano.

Nell’arco temporale compreso tra il mese di luglio 2018 e quello di giugno 2019, infatti, il 39enne avrebbe minacciato e pedinato in più occasioni la ex. Da qui, l’accusa di stalking. Una volta concluse le formalità di rito, l’uomo è stato riaccompagnato presso la propria abitazione, dove dovrà restare in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Nardò: 25enne arrestato per maltrattamenti in famiglia

‘Dramma’ diverso, ma epilogo simile a Nardò, Nella serata di ieri, i militari della locale Stazione, hanno stretto le manette ai polsi di un 25enne, volto già noto alle forze dell’Ordine. Nel suo caso, in esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Lecce.

Il 25enne neretino dovrà difendersi dalle accuse di maltrattamenti in famiglia, danneggiamento ed estorsione nei confronti dei propri genitori. Erano stati proprio i familiari a raccontare agli uomini dell’Arma che il 25enne, in ripetute occasioni, aveva adottato condotte aggressive e vessatorie nei loro confronti. I fatti denunciati sono stati poi accertati con le indagini.

Una volta concluse le formalità di rito, per il ragazzo si sono aperte le porte della Casa Circondariale di Lecce.



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