Operazione Serpe su rapine a mano armata: condanna ad oltre 15 anni per tre imputati

L’indagine è iniziata il 5 gennaio 2015 quando, in meno di un’ora, una banda era riuscita a mettere a segno due colpi. In seguito, i militari hanno scoperto un altro gruppo dedito alle estorsioni per la gestione dei parcheggi.

Arrivano altre tre condanne  relative allOperazione «Serpe» su una lunga serie di rapine a mano armata.

Il gup Edoardo D’Ambrosio ha condannato: Gianmarco Calcagnile, detto Musetto 32enne di Porto Cesareo e Giovanni Savina, 22 anni di Copertino, a 6 anni di reclusione ciascuno. Il giudice ha invece inflitto la condanna a complessivi 6 anni e 8 mesi, Fabrizio Basso, 30enne di Copertino, in continuazione con una precedente condanna “concordata” attraverso il patteggiamento. Rispondevano tutti e tre dell’accusa di avere partecipato a tre rapine (due avvenute a Copertino ed un’altra a Porto Cesareo). Gli imputati sono assistiti, dagli avvocati Daniele Scala e Luigi Rella.

In precedenza, il pm Paola Guglielmi ha invocato una pena lievemente più alta per i tre imputati.

Invece, in una scorsa udienza, il gup Stefano Sernia ha accolto l’istanza di patteggiamento per tutti gli altri imputati.

Le indagini

Le indagini sono state coordinate dal pm Roberta Licci e condotte dai Carabinieri della compagnia di Gallipoli, guidati da Francesco Battaglia che insieme ai colleghi della tenenza di Copertino, capitanati da Salvatore Giannuzzi hanno fatto luce su due gruppi criminali. Il blitz nel novembre del 2016, portò all’arresto dei ‘capi’ di due gruppi (inizialmente veniva contestato il reato di associazione a delinquere, “caduto” già a seguito dell’ordinanza del gip).

Erano le donne a fare da trait d’union tra le due associazioni, ‘comparendo’ in entrambi i gruppi.

L’indagine è iniziata il 5 gennaio 2015 quando, in meno di un’ora, una banda era riuscita a mettere a segno due colpi: uno all’interno del supermercato “Meta” di Copertino, l’altro al “Sisa” di Monteroni. Qualcosa era andato storto e uno dei componenti, era stato arrestato in flagranza di reato.

Ma non è tutto dato che, mentre stavano facendo luce sulle rapine che avevano allarmato il Salento, i militari hanno scoperto il secondo giro daffari facente capo a Signore: quello dedito alla commissione di un numero indeterminato di estorsioni, finalizzate alla gestione dei parcheggi liberi tra cui quelli dell’Ospedale “Vito Fazzi” e Piazza Libertini di Lecce, dell’Ipercoop e della Fiat Autostat di Surbo. Almeno cinque le ‘vittime’ accertate.

L’operazione prende il nome dal “Vicolo Serpe” di Copertino, dove gli associati erano soliti incontrarsi.



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