Inchiesta per truffa ed abuso di ufficio, prosciolto ex sindaco di Lizzanello. A processo ex dirigente comunale

Il gup Sergio Tosi ha disposto il non luogo a procedere, al termine dell’udienza preliminare, per l’ex “primo cittadino”, Costantino Giovannico.

È stato prosciolto da ogni accusa, l’ex sindaco di Lizzanello, Costantino Giovannico. Il gup Sergio Tosi ha disposto il non luogo a procedere, al termine dell’udienza preliminare. Invece, è stato rinviato a giudizio e dovrà affrontare il processo, l’ex dirigente del Comune di Lizzanello, Antonio Petrelli, 70 anni, ora in pensione.

I due imputati, come sostenuto inizialmente dal sostituto procuratore Massimiliano Carducci, rispondevano delle accuse di abuso d’ufficio, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e truffa aggravata per l’erogazione di fondi pubblici. Come detto, l’ex sindaco è stato però prosciolto.

Secondo il gup Tosi: “Giovannico non ha compiuto e non ha concorso al compimento di alcun atto di falsificazione in relazione alla domanda di ferie del rag. Petrelli, essendo il diniego delle ferie non solo giustificato alla luce dei fatti, ma anche sorretto da norme del contratto collettivo“.

Costantino Giovannico è difeso dall’avvocato Francesco Marchello. Antonio Petrelli è difeso dall’avvocato Silvia Petrelli, che potrà dimostrare l’estraneità alle accuse durante il dibattimento.

L’inchiesta

I fatti risalgono al mese di giugno del 2014. Sotto la lente di ingrandimento della Procura, è finita una presunta falsa richiesta di congedo ordinario/straordinario/permesso da parte di Petrelli, poiché su quel documento sarebbe riportato un falso timbro di protocollo del Comune di Lizzanello. Riportante in calce il rifiuto dell’allora sindaco Giovannico, alla concessione delle ferie al dirigente capo del Servizio Economico Finanziario, per «motivi di servizio». In seguito, attraverso una determina, Petrelli avrebbe maturato il diritto a vedersi retribuiti 53 giorni di ferie non godute. A quest’ultimo è stato quindi riconosciuto un importo pari a 12.589 euro. E sempre secondo l’accusa, in virtù di tale provvedimento sarebbe stato arrecato un «danno ingiusto» alle casse del Comune di Lizzanello.

L’inchiesta ha preso il via da un esposto presentato alla Corte dei Conti. A quel punto sono scattati gli accertamenti della Guardia di Finanza che hanno acquisito in municipio vari documenti.



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