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Abusa di due nipotine e adesca una ragazzina su whatsApp? Condannato a 10 anni e 8 mesi

by Angelo Centonze
13 Aprile 2018 13:14
in Cronaca
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Avrebbe filmato i rapporti sessuali con la nipote di 13 anni e abusato di altre due minorenni. Un 56enne di Andrano è stato condannato dal gup Vincenzo Brancato a 10 anni e 8 mesi, al termine del rito abbreviato (consente lo sconto di un terzo della pena). Il giudice ha anche disposto nei suoi confronti, il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dai minori e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

L’imputato rispondeva dei reati di violenza sessuale aggravata e continuata, pornografia minorile, adescamento di minore. In precedenza, il Pubblico Ministero Stefania Mininni ha invocato la condanna a 10 anni di reclusione.

L’imputato è assistito dagli avvocati Mauro Marzano e Luigi Corvaglia che, una volta depositate le motivazioni della sentenza, presenteranno ricorso in Appello. Durante l’odierna discussione in aula, i legali hanno sostenuto, riguardo i presunti abusi ai danni della nipote 13enne, che non sarebbe stata esercitata alcuna violenza o minaccia. Anche i referti medici, secondo la tesi difensiva, avrebbero infatti escluso l’ipotesi di rapporti sessuali completi. Invece, per l’altro episodio “incriminato” ai danni della nipotina di 6 anni, la difesa ha evidenziato l’inattendibilità della denuncia sporta dalla madre. Infine, è stato contestato il presunto adescamento ai danni di un’altra minore.

L’arresto

Ricordiamo che il presunto zio-orco finì in manette nel marzo dello scorso anno, a seguito dell’ordinanza di misura cautelare in carcere emessa dal gip Simona Panzera.

A scoprire quanto accaduto fu la mamma della 13enne che, per puro caso, entrò in possesso del cellulare della figlia, dopo che era finito nella mani del fratellino. La prima schermata che si aprì davanti ai suoi occhi fu quella di un video, con immagini “spinte”. Continuando a visionare il filmato, si accorse che la “vittima” delle violenze era la sua bambina. La donna, senza indugi, assieme al marito, sporse denuncia presso la caserma dei Carabinieri della Stazione di Specchia. Per mesi, la vittima avrebbe subito anche i ricatti e le minacce del parente. L’uomo, infatti, per comprare il silenzio della ragazzina, l’avrebbe minacciata di pubblicare in rete, attraverso WhatsApp, le immagini pornografiche che la ritraevano.

Il telefonino, il tablet e il computer usati dall’uomo per riprendere i rapporti sessuali vennero sequestrati e analizzati dal perito informatico Claudio Leone. In alcune registrazioni, si sentirebbe la bambina implorare il suo persecutore di lasciarla stare. La 13enne è stata anche sentita, in sede di incidente probatorio, attraverso l’ascolto protetto alla presenza di una psicologa, dinanzi al Pubblico Ministero.

Nel proseguo delle indagini, sarebbero emersi altri due casi. Uno riguarderebbe un’altra nipote di appena 6 anni e gli abusi sessuali si sarebbero consumati in casa dell’uomo. L’altro episodio, coinvolgerebbe una ragazzina di 12 anni, che sarebbe stata adescata tramite whatsapp e poi violentata. Tutti gli episodi contestati si sarebbero verificati tra ottobre del 2016 e febbraio del 2017, in due diversi paesi del Basso Salento.

Tags: violenza-sui-minori
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