Festa dei lavoratori: effetto Jobs Act e assunzioni, l’analisi dei consulenti salentini

In occasione della festa dei lavoratori, ricorrente come ogni anno l’1 Maggio, Leccenews24.it ha voluto intervistare due esperti del settore: il Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Lecce, Antonio Lezzi, e la consulente Maria Cristina Circhetta.

Difficile parlare di “festa” nell’attuale contesto storico. La crisi economica picchia più forte del miglior Muhammad Ali, relegando all’angolo di un ring giovani senza prospettive, dipendenti licenziati, col contratto in scadenza e – soprattutto – famiglie sul lastrico. Alzarsi al mattino convinti che qualcosa possa cambiare sembrerebbe, a primo impatto, piuttosto improbabile. Esiste, però, chi non vuole affatto gettare la spugna. E, coraggiosamente, indossa i guantoni per duettare contro l’avversario più ostico degli ultimi tempi: la disoccupazione. Andrebbero celebrati quei capitani d’impresa che fronteggiano di petto un paese ormai tartassato dal fisco e dalla burocrazia.

Ecco perché oggi, 1 Maggio, celebrare i lavoratori assume contorni significativi. Da un lato, sostenendo coloro i quali ancora non possiedono impieghi stabili; dall’altro, elogiando gli “eroi” attuali: imprenditori, operai, aziendalisti e consulenti. Esatto, anche i consulenti del lavoro. Quest’ultima categoria professionale opera ogni giorno con l’obiettivo di intercettare degli spiragli speranzosi a favore del datore di lavoro. Giuslavoristi preparati che raffigurano un po’ i “medici” dell’azienda. Ne conoscono lo stato di salute finanziario e, al contempo, studiano soluzioni valide per tenerla in vita. Un compito eccezionale svolto “dietro le quinte” che – osservando alcuni  eccellenti risultati – dovrebbe venire premiato più spesso.

Da qui, la redazione di Leccenews24.it – in occasione della giornata odierna – ha voluto ascoltare la voce di due esperti del settore che, ne siamo certi, non smetteranno mai di credere nella ripresa del territorio. Primo tra tutti il Dott. Antonio Lezzi, Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro della provincia di Lecce, che, da noi contattato telefonicamente, non nasconde una lieve ventata di ottimismo alla luce degli ultimi dati del Ministero del Lavoro: 92mila assunzioni a Marzo 2015. «Nel Salento si sta cominciando a notare un trend positivo grazie ai provvedimenti contenuti nel Jobs Act varato dal Governo Renzi, anche se con delle differenze evidenti rispetto alle realtà del nord Italia. Lì, infatti, le grandi aziende presentano una maggiore percentuale di trasformazione dei contratti da tempo determinato a indeterminato. Nono solo, al centro-nord vi sono aziende che, avendo più di quindici dipendenti, beneficeranno del contratto a tutele crescenti che, nella realtà, costituisce una vera e propria riforma dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori».

«Il sistema lavoro – prosegue il Presidente Lezzi – è un cantiere aperto. Parlare oggi di “Riforma” potrebbe apparire anche un tantino sarcastico, considerando che dal 1970 tutti i Governi succedutisi hanno cercato di proporre soluzioni normative atte a realizzare la piena occupazione con continui cambiamenti. Nonostante ciò, l’esonero contributivo del 30% rappresenta un ottimo sostegno per il lavoratore». «Eppure – continua  – se il contenuto dell’agevolazione implica delle facilitazioni, ci spaventa un po’ la sua durata. Questo aiuto si dovrebbe rendere permanente, riducendo il carico fiscale e previdenziale sul costo del lavoro poiché nella maggior parte dei casi, alla contribuzione versata dalle aziende in favore dei loro dipendenti, non corrisponde una altrettanto adeguata prestazione previdenziale al lavoratore».

Chi dirige realtà aziendali presenta al proprio consulente una serie di difficoltà e preoccupazioni abbastanza considerevoli. «Pensiamo alla questione logistica – sostiene sempre il Presidente Lezzi – in ragione di alcuni oneri proposti dal Governo. Diversi adempimenti burocratici sono inutili e pesanti, specie se poi aggiunti ai costi del trasporto merci e dell’energia. Proprio in questi giorni, durante un audizione presso la Commissione Lavoro riunita alle Camere, la nostra categoria ha presentato un progetto di semplificazione burocratica di adempimenti che, oramai obsoleti, gravano pesantemente sull’amministrazione del personale». «A proposito di energia – conclude il Presidente Lezzi – prendiamo come esempio il gasdotto che approderà sulle nostre coste. Sarebbe giusto che il territorio venisse premiato, come avviene in situazioni analoghe, con una sensibile riduzione dei costi energetici alle attività produttive ed ai cittadini».

Maria Cristina Circhetta invece, socia dello Studio Carluccio-Circhetta” con sede a Poggiardo (nonché presidente di un’associazione composta da consulenti del lavoro denominata “Professionisti per le Imprese”) conferma in toto quanto sostenuto dal dottor Lezzi:«Sicuramente – ci spiega la dottoressa Circhetta – centra l'effetto immediato dei provvedimenti attivati con il Jobs Act, primo fra tutti lo sgravio totale triennale riservato ai nuovi assunti a tempo indeterminato che, nei sei mesi precedenti alla relativa assunzione, non hanno avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato. «Solo al termine del triennio però – prosegue – sapremo se si tratta di occupazione stabile o se risente dell'onda dell'incentivo contributivo».

Positivamente avrebbero influito, tra l’altro, l'introduzione del contratto a tutele crescenti e il Piano per l'occupazione Garanzia Giovani:«Il contratto a tutele crescenti riduce drasticamente i casi di reintegra e introduce criteri certi per quantificare i costi del licenziamento in caso di contenzioso con il dipendente. Le aziende ora hanno meno titubanze ad avviare contratti a tempo indeterminato».

Riguardo a Garanzia Giovani: «Ha iniziato a fornire il suo contributo, sebbene in Puglia siamo ancora ai nastri di partenza. Le imprese possono già richiedere il bonus per le assunzioni, a tempo indeterminato o con contratto di apprendistato, che oscilla tra i 1.500 e i 6.000 euro, in base al grado di “profilazione” del giovane, e che si può cumulare con lo sgravio triennale.  Al di là del dato numerico è interessante osservare che rispetto al 2014 è aumentata l'occupazione stabile, cioè  il numero dei contratti a tempo indeterminato rispetto a quelli a tempo determinato».

Occorre far luce su di un aspetto importante. I soli sgravi fiscali non potrebbero, da soli, diminuire la carenza di occupazione. «Assolutamente no – sottolinea la consulente salentina – gli incentivi favoriscono l'assunzione presso l'azienda con il rischio che duri quanto l'agevolazione. Per ridurre la disoccupazione serve ben altro. Una seria riforma della scuola che favorisca sia il sapere che il saper fare. Sempre più spesso entrano nel mercato del lavoro persone intrise di conoscenze teoriche acquisite in percorsi scolastici lunghi in media 18-20 anni e che hanno serie difficoltà a rapportarsi con gli aspetti pratici che connotano ogni lavoro».

Possibile, dunque, ostentare definizioni ottimistiche quali, ad esempio, “ripresa”? «La ripresa c'è, anche se a macchia di leopardo. Ci sono imprenditori che hanno compreso il nuovo modo di fare impresa, i nuovi bisogni del mercato, le leve strategiche da attivare per avere successo. Tutti i giorni ci imbattiamo in attività in sofferenza ed in altre che non avvertono nessuna flessione e  attraggono una buona fetta di clientela (il ristorante completamente vuoto e, per contro, il ristorante in cui bisogna fare la fila per sedersi). È importante chiedersi e capire quali siano gli "ingredienti "che fanno la differenza. Occorre un nuovo modo di fare e un nuovo modo di pensare da parte di imprenditori e lavoratori».

«Abbiamo nel nostro dna salentino la dignità di chi – conclude – nonostante tutto, ce la farà. E le nostre aziende sono certa che riusciranno non solo a resistere a questa tempesta, ma ne usciranno più forti».