AAA Cercasi consiglieri: a Palazzo Veris solo i “fedeli” del Sindaco. È crisi a Scorrano

Anche Ugo Romano, Emanuela Filippo, Andrea Rausa e Mirko Cotardo hanno rifiutato l’ingresso in Consiglio Comunale dopo la dimissione in blocco dell’opposizione. Si va verso una situazione di difficile gestione.

Rischia di trasformarsi in una vera e propria via crucis politica l’esperienza amministrativa a guida Stefanelli nella città di Scorrano. Si va verso una situazione per certi versi paradossale, il cosiddetto consiglio comunale ‘monco‘, quello in cui nell’assemblea cittadina siederanno soltanto i consiglieri di maggioranza (nel numero di 7 e non di 8, a dire il vero, visto il rifiuto di Rocco Amato detto ‘Vigna’ e Giuseppe Monosi detto ‘Tardanelli’ di subentrare ad Annagrazia De Cagna) senza alcuno con cui confrontarsi tra i banchi dell’opposizione.

Gli eletti di Passione Scorrano (Mario Blandolino, Rossella Presicce, Annalisa Mariano e Mirko Urso) si sono dimessi in blocco e il Consiglio Comunale di oggi ha sancito una situazione al limite della sostenibilità: nessuno dei candidati al subentro ha accettato di entrare nell’assise di città.

Già nella scorsa settimana, in sede di Consiglio, Andrea Amato, Antonio De Luca, Salvatore Puce e Chiara Scarpa avevano detto no all’ingresso a Palazzo Veris.

Oggi, come prevede la legge, si è fatto un tentativo scorrendo la lista elettorale che ha perso il confronto con Stefanelli; ma anche gli altri 4 che sarebbero potuti diventare consiglieri hanno scelto di non varcare quella soglia. Ugo Romano, Emanuela Filippo, Andrea Rausa e Mirko Cotardo hanno rifiutato. Di entrare sulla scena di una consiliatura che è sub judice e che non si sa come andrà a finire proprio non ne vogliono sapere.

Dicevamo ‘sub judice‘ proprio perché da poco sono terminati i lavori della commissione prefettizia, incaricata di verificare eventuali condizionamenti della criminalità organizzata nel Comune di Scorrano. La relazione è stata già trasmessa nelle settimane scorse dal Prefetto di Lecce Maria Teresa Cucinotta al Ministero dell’Interno. Una volta esaminati gli atti, il Viminale deciderà sull’eventuale scioglimento del Consiglio comunale per mafia.

Tutta la responsabilità di rappresentare Scorrano, assumendosi anche scelte impopolari, cade adesso sui 7 consiglieri che sono rimasti “fedeli” al primo cittadino ma non è dato sapere quanto durerà questa tenuta.

Ricordiamo che la decisione di sottoporre ad attenti accertamenti l’attività amministrativa è maturata a seguito dell’operazione “Tornado”, che vede indagato proprio il Sindaco Guido Nicola Stefanelli per concorso esterno in associazione mafiosa.



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