‘Non sono onorata di rappresentarvi’, si dimette il presidente del Consiglio Comunale di Scorrano. Ed è bufera

Annagrazia De Cagna si è dimessa da presidente del Consiglio Comunale di Scorrano. Stamattina ha protocollato le dimissioni a Palazzo di Città; si attendono le decisioni di chi dovrebbe subentrare al suo posto.

«Non è giusto continuare ad occupare una posizione di visibilità con un importante ruolo istituzionale senza la giusta serenità. Per ragioni politiche e morali non mi sento più onorata di rappresentarVi in Consiglio Comunale».

Con queste parole di fuoco, Annagrazia De Cagna, presidente del Consiglio Comunale di Scorrano, rassegna le proprie irrevocabili dimissioni protocollandole presso il Municipio di Città.

Un macigno sull’Amministrazione Comunale e sulla maggioranza a sostegno di Guido Stefanelli, primo cittadino di Scorrano indagato nell’operazione Tornado, quando il 24 giugno scorso i Carabinieri sgominarono un’ associazione di tipo mafioso emergente, arrestando all’alba 30 persone e dando vita anche alle indagini sul sindaco della Città delle Luminarie.

«L’ormai nota operazione “Tornado” che La coinvolge in prima persona ha minato irrimediabilmente la credibilità dell’Istituzione che siamo stati chiamati a rappresentare – scrive la De Cagna a Stefanelli-. Nei giorni successivi all’operazione e, tutt’oggi, assisto con sgomento alla pervicacia con cui continua a rivestire la carica di Sindaco. Sono stati mesi di completo immobilismo nel corso dei quali non ha mai sentito la necessità di chiarire i fatti per i quali risulta indagato, né ai cittadini, né tanto meno all’Assise Comunale. Si è trincerato dietro un silenzio che è divenuto così “assordante”, al punto da, oserei dire, “anestetizzare” ogni ambito sociale e istituzionale. Né i cittadini, né le Associazioni locali, né tantomeno la Parrocchia hanno avvertito la necessità di confrontarsi su un tema che rappresenta un’emergenza sociale del nostro paese, quale è quello della ‘mafia’».

All’indomani della deflagrazione dell’inchiesta Tornado, infatti, il Comune di Scorrano non era stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Si era, però, insediata la Commissione Prefettizia che era stata incaricata di verificare, punto per punto, carta per carta, gli eventuali condizionamenti che il sindaco e la giunta avrebbero subito dai mafiosi. I risultati della commissione, terminati qualche giorno fa, sono stati immediatamente inviati dal Prefetto di Lecce Maria Teresa Cucinotta al Ministero dell’Interno. E la città, insieme a tutto il territorio, aspetta ogni decisione dall’alto.

Nel frattempo, accusa l’ormai ex presidente del Consiglio Comunale, la città è ferma, dilaniata in una contrapposizione tra bene e male che non sta portando a nulla, se non alla mancata risoluzione di tutti i problemi dei cittadini.

«Anche di fronte all’ultima notizia apparsa nelle varie testate giornalistiche in cui si annunciava la quasi certezza dello scioglimento del nostro Comune per infiltrazioni mafiose ha continuato imperterrito, minimizzando la questione e, addirittura, dedicandosi – come del resto ha sempre fatto nel corso di questi ultimi due anni – alle sole attività di promozione del territorio. Ci vantiamo in lungo ed in largo dell’importanza del nostro Comune, quale Capitale mondiale delle luminarie, senza renderci conto o meglio, ignorando, i veri problemi del paese, frutto di un vecchio metodo di fare politica. Perché è con coraggio, a voce alta e schiena dritta che affermo che il nostro amato paese ha bisogno di una rinascita sociale che non può non partire dalla consapevolezza che non si può continuare a vivere la Comunità senza una cultura delle regole».

Sono parole amare quelle di Mariagrazia De Cagna che sottolineano il fallimento di una primavera amministrativa in cui avevano voluto credere in tanti tra coloro che avevano abbracciato il progetto politico targato Stefanelli.

«Non è pensabile e non è possibile continuare a giustificare gli annosi problemi che attanagliano il settore viabilità, commercio, vigilanza, servizi sociali con la carenza di personale dipendente. Mi auguro che le mie riflessioni, Sig. sindaco, La inducano a scelte più responsabili di quelle sino ad oggi assunte».

Che la situazione amministrativa di Scorrano fosse una polveriera lo si era capito quando il gruppo consiliare di opposizione Passione Scorrano aveva scritto a Leccenews24 lamentando lo stato d’incuria della fontana situata nella piazza principale del paese, singolo di un degrado e di un incuria diffusi.

La replica appassionata del vicesindaco, Carmelo Scorrano, era stata una vera e propria rivendicazione orgogliosa di chi non vuole mollare la barca fino a quando non affonda, ritenendosi estraneo ad ogni addebito e fiero del proprio credo politico.

Le dimissioni del presidente del Consiglio Comunale rendono ancora più incandescente la situazione. Nel frattempo, voci di piazza fanno sapere che a seguito delle dimissioni della consigliera De Cagna, nessuno dei consiglieri presenti nella Lista che ha vinto le elezioni sarebbe disposto a questo passaggio politico (al subentro, in buona sostanza), visto il clima che si respira in città. I consiglieri d’opposizione, nel frangente, non si dimettono. E si continua a barcollare senza crollare.



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