‘Silletti non è un marziano’. Martina difende il piano del Governo

Dopo la tappa barese, il Ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, è giunto a Lecce per incontrare olivicoltori, operatori del settore, associazioni. Secco il no del territorio all’eradicazione delle piante.

walter lopez

Una battaglia all’ultimo intervento, all’ultima determinazione, all’ultimo appello. Tutto per la vita degli ulivi salentini e pugliesi.
Oggi, nella giornata della visita del ministro delle Politiche agricole a Bari e a Lecce, proprio da Palazzo Carafa arriva il no alle eradicazioni e l’invito al Governo per il ristoro dai danni a favore degli agricoltori.
Il ministro Maurizio Martina questa mattina ha partecipato a un vertice a Bari con il commissario per l'emergenza, Giuseppe Silletti, poi nel tardo pomeriggio a Lecce con i sindaci e le associazioni olivicole e ambientaliste.

Sindaci, associazioni di volontariato e produttori tutti nella sede della Regione in via Aldo Moro. Anche la Ricerca fa la sua parte con la consegna del documento stilato dall’Università della California e che alimenta dubbi sul fatto che sia davvero il batterio Xylella a far seccare gli ulivi. La consegna avviene da parte del Csv che mette nelle mani del Ministro un documento già spedito al capo di gabinetto della Commissione Ue e nel quale viene effettuata nel biennio 2008-2010, un approfondimento dal titolo “valutazione dell’olivo come pianta ospitante la Xylella fastidiosa e insetti vettori associati”.

Il ministro in visita nella terra colpita al cuore, dopo la decisione dei “cugini” d’oltralpe che hanno imposto il blocco delle importazioni di vegetali dalla Puglia.

Grande assente all’incontro di oggi, il Comitato Voce dell’Ulivo che ha fatto sapere di ritenere “opportuno declinare l’invito” considerato “una mera passerella, l’ennesimo sterile incontro”. “La dichiarazione dello stato di calamità per le fitopatie – affermano i responsabili del Comitato –  promessa dal Ministro entro la fine del mese di marzo, ritenuta da noi di fondamentale importanza, rimane a tutt’oggi solo una promessa. Un incontro di facciata, secondo il Comitato che sta battagliando strenuamente per salvare i “signori delle campagne”. Vogliono un “diretto confronto” gli aderenti al Comitato  e non un incontro generico con tutti.

L'esordio del Ministro arrivato negli uffici della Regione con grande ritardo, è l'esordio di chi ben comprende la gravità della situazione. "C'è tutta la consapevolezza di quanto la questione sia complicata e delicata, oltre che complessa" afferma Maurizio Martina. Dopo l'introduzione al tavolo del Governatore di Puglia, Nichi Vendola che ha sciorinato tutte le difficoltà vissute dal territorio pugliese colpito al cuore della sua economia e del suo sostentamento, tutta la disperazione di agricoltori e operatori del settore, il rappresentante del Governo ha continuato "siamo davanti a un caso dove la comunità scientifica si sta interrogando di fronte a tanti aspetti, a tante domande a cui dare risposta. A fare la differenza è il metodo di lavoro e le conseguenze di esso. Il nostro impegno, l'impegno del Governo è quello di dare vita a norme che poi possano dare concretezza alla gestione del problema. Un problema che riguarda, si badi, la Nazione intera".

Difende l'operato del Governo che rappresenta, Maurizio Martina. "Il commissario Silletti non è un marziano- dice – ci sono azioni concrete da mettere in pratica con una dinamica di strumenti. E in questo caso il lavoro di monitoraggio acquista un valore essenziale. Il Piano è figlio di una puntuale elaborazione scientifica e da qui non intendo spostarmi di un millimetro". "Le istituzioni che si trovano davanti a una questione di tale portata non può che operare come è stato fatto. Le azioni predisposte da mettere in atto costano fatica, lo so. Ma le misure decise devono essere messe in atto subito. Gli abbattimenti non saranno abbattimenti di massa, ma rigurderanno al massimo 35mila esemplari."

E riguardo alla dichiarazione dello stato di calamità naturale e, quindi, l'accesso al Fondo di Solidarietà, il Ministro è stato chiaro.  "Sarebbe la prima volta che un'emergenza fitosanitaria venga riconosciuta come possibilità di accesso al Fondo". Una deroga, quindi, serve affinchè si possa andare incontro agli agricoltori. Le risorse sono già disponibili e indispensabili per far fronte agli interventi necessari. "Decreto o non decreto per me la cosa importante è dare vita ad uno strumento che ci consenta di avere la norma e stanziare le risorse".

Sulla decisione francese, poi, Martina ha affermato " Una decisione inopportuna. La decisione di un solo Paese certo non fa bene alla Comunità. Siamo di fronte a un caso che l'Europa deve trattare in maniera coordinata".
 



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