Mazzotta-D’Autilia, in Forza Italia continua il tutti contro tutti

Duro botta e risposta tra i due consiglieri comunali del partito azzurro al Comune di Lecce. Prosegue tra i forzisti il festival della polemica e intanto gli elettori di centrodestra si trovano al centro di un contrasto che non si sa a cosa porterà.

È davvero uno spettacolo da cabaret quello a cui si assiste all’interno Forza Italia. Parlare di tutti contro tutti non è esagerato, ma anzi è la cosa più evidente.

Eppure, ciascuno ha i suoi nei da nascondere, quantomeno in termini di coerenza, poiché è difficile trovare i duri e puri di una volta. Ma, chissà perché, tutti vogliono apparire più realisti del re, politicamente immacolati, senza macchia e con un pedigree integerrimo.

Oggi a suonarsele di santa ragione, con dichiarazioni pubbliche al vetriolo sono Paride Mazzotta, nominato dal partito do Berlusconi Coordinatore Provinciale di Forza Italia e Damiano D’Autilia, Capogruppo nel Consiglio Comunale di Lecce, del ramo forzista che si riconosce in Raffaele Fitto e Presidente della partecipata Alba Service.

Riassunto delle puntate precedenti: Mazzotta, candidato nella lista Grande Lecce organizzata da Roberto Marti per sostenere la candidatura di Paolo Perrone, era stato eletto nel 2013 Consigliere Comunale del Capoluogo, ma poi aveva preso le distanza dal partito azzurro nel momento della spaccatura portata avanti da Angelino Alfano, aderendo al Nuovo Centrodestra. Poi, il ritorno alle origini, con la nomina di Luigi Vitali a Coordinatore Provinciale di Fi, quindi il dietrofront da Ncd e il ritorno tra gli azzurri.

Consequenziale – da capo del partito a livello provinciale – la sua richiesta di adesione al gruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale, con il diniego nei suoi confronti di tutti i consiglieri forzisti (eccezion fatta per Nunzia Brandi, vicina al Consigliere Regionale Aldo Aloisi, anch’egli allontanatosi da Fitto). A guidare il gruppo azzurro in Consiglio Damiano D’Autilia, con un passato nell’Udc, ma da lungo tempo vicino al Primo Cittadino e da tutti dato come candidato alle prossime regionali.

Ieri Mazotta ha bollato in Congresso cittadino di Fi – dove è stato eletto Roberto Marti Segretario – come una boutade, poiché non si può stare in Forza Italia contro Silvio Berlusconi e, la replica di D’Autilia non è tardata ad arrivare, non certo con parole dolci: “Facile, per Paride Mazzotta, definire ‘l'espressione del voto’ un cabaret: da giovane e inesperto qual é, non conosce il valore di una nomina meritocratica e, soprattutto, decisa dal basso. Lui – prosegue il Presidente di Alba Service – abituato ai gradi calati dall'alto, purtroppo, non può che avere una visione distorta della politica. E comunque, se l'elezione del nostro Coordinatore Cittadino Roberto Marti lo diverte così tanto, vorrei invitarlo a riflettere su un aspetto: fra gli iscritti a Forza Italia che ieri hanno espresso la propria preferenza per Roberto Marti c'erano i cosiddetti ‘grandi elettori’, ovvero amministratori che sono tali perché votati dalla gente e che quindi rappresentano almeno il 30% del consenso popolare in città.

Fossi in Paride Mazzotta – conclude D’Autilia – considerato questo particolare, non mi divertirei ancora. Pensasse, il giovanissimo pseudo-coordinatore al monologo deprimente di cui è parte integrante: i colloqui nelle stanze del potere e lontani dalle case dei cittadini”.

E così, il neo Coordinatore Provinciale, non ha perso tempo per replicargli, anche qui non toni non propriamente dolci: “Non ho ancora compreso il ruolo che D’Autilia ricopre, e come mai parla di coerenza senza forse ben comprendere il significato della parola stessa. Era lui stesso un iscritto all'Udc, poi trasferitosi nel Pdl, e guarda caso avendo in dote la nomina di presidente di una società partecipata. Da massimo responsabile della stessa, poi, prende parte all'ultima campagna elettorale e triplica i suoi consensi, intanto non perde tempo e prepara la scalata al consiglio regionale pugliese. Ora domando: non è per caso che D’Autilia voglia fare campagna elettorale sfruttando la mia persona ed un po’ di notorietà riflessa? Sinceramente – afferma il Consigliere al Comune di Lecce – posso anche capirlo, o meglio comprenderlo, ma mi permetto di consigliargli vivamente, di non parlare o esprimere giudizi su persone, argomentazioni e termini che non conosce. Il ‘poltronista’ è lui e, purtroppo, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti”.

Insomma, siamo appena agli inizi della querelle e già la temperatura è al calor bianco. Non mancheranno altre frecciate ed altri veleni, così, tanto per smarrire il già smarrito popolo di centrodestra che si ritrova in mezzo ad una vere e propria faida che ancora non si sa a quale meta potrà portare.



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