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Il Partito Unico di Emiliano si radica in Puglia. Centrodestra e centrosinistra finiscono in ‘naftalina’

by Redazione
22 Dicembre 2021 9:48
in Politica
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I grandi complimenti di Michele Emiliano a Rocco Palese – che per i ben informati sono solo le premesse per il conferimento dell’incarico di Assessore alla Sanità della Regione al medico (e politico di lungo corso) salentino, dopo le dimissioni di PierLuigi Lopalco – hanno fatto ancor di più capire a tutti chi comanda. E che idea il Governatore abbia del comando.

Ormai in Puglia i partiti del centrosinistra e del centrodestra sono stati relegati in riserve protette di rappresentanza. Esiste solo un partito unico. Il Partito Unico di Michele Emiliano. Un partito forte, florido e trasversale in grado non solo di tener ben saldo al timone il Governatore, senza rischio di scossoni, ma che si è preso anche l’incarico di selezionare la classe politica pugliese in occasione delle prossime elezioni del 2023 (sempre che non si voti qualche mese dopo l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica), quando non pochi suoi assessori ambiranno al salto su Roma con l’imprimatur dell’ex magistrato.

L’endorsement a Rocco Palese ha rovinato il sonno a molte figure di spicco del Pd di Puglia, ma in questi anni a furia di ingoiare rospi…un po’ nel partito di Letta l’abitudine se la sono fatta.

Il centrodestra vede sparire dalla propria vetrina tutti i ‘gioielli’ di famiglia. Prima Alessandro Delli Noci, per tanti anni considerato il successore naturale di Paolo Perrone a Lecce. Emiliano ha ‘coltivato’ il dispiacere del giovane ingegnere per il trattamento ricevuto a destra e l’ha accompagnato dapprima nel governo del capoluogo salentino e poi se l’è portato a Bari, in Giunta, dopo un exploit elettorale, assegnandogli il ruolo di potente assessore allo Sviluppo Economico.

Poi è toccato al Sindaco di Nardò essere attratto dalla calamita emilianiana. Pippi Mellone si è legato al Governatore in un rapporto personale e politico che è stato premiato. Si sa, Emiliano non va tanto per il sottile. Il passato politico di Mellone, militante in un partito di estrema destra, per lui è stato più che un dettaglio e in maniera anche spregiudicata non ha esitato prima a sostenerlo alle amministrative (in quello che si è rivelato un plebiscito elettorale) e poi a manifestare contro il suo partito di provenienza in occasione del 25 Aprile, dando poco peso alle polemiche a sinistra.

Per non dire degli ottimi rapporti che il Presidente della Regione ha intrecciato con Roberto Marti, capo politico pugliese della Lega di Salvini e con un passato di fratellanza con Raffaele Fitto, al punto che i malpensanti ritengono che proprio quella nuova ed eterogenea amicizia sia stata alla base della debacle dell’europarlamentare magliese che si era intestardito nel desiderio di ricandidarsi alla guida della Puglia. I voti del Carroccio, del resto, parlarono chiaro ed Emiliano non si nascose certo dietro ad un dito: «Non posso negare che molti leghisti, con il voto disgiunto hanno votato per me»

Tra poco toccherà a Rocco Palese che sempre di Fitto, qualche anno fa (o forse ere geologiche orsono…), era la costola e che prima dell’ultima tornata elettorale fu premiato con un incarico manageriale nella Sanità di Puglia. Toccherà a lui diventare Assessore alla Salute dei pugliesi in un momento di particolare attenzione per la paura della ripresa dei contagi. Si tratta di una scelta fiduciaria che premia certamente la professionalità, ma che non potrà non avere ricadute in politica.

Poi Emiliano potrà continuare in questa opera di inglobamento del centrodestra e del centrosinistra pugliesi in un partito unico, il suo appunto. E chissà che dopo aver riportato perfino il Movimento 5 Stelle alla sua corte, con una insanabile spaccatura che ha mandato in lacrime Antonella Laricchia, non sia la volta dei complimenti a Fitto e di una chiamata alla pacificazione universale dopo la guerra dei mondi…Beh, lì sì che il cerchio si chiuderebbe dando vita ad una pax augustea che durerebbe secoli.

Tags: accordi politici
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