Voto di scambio e concorsi truccati. Fitto e Bellanova chiedono conto ad Emiliano: ‘Imbarazzante il suo silenzio’

Fitto e Bellanova chiedono conto ad Emiliano: ‘Serve una riflessione, rigorosa e coraggiosa, sulla modalità di raccolta del consenso, di gestione della cosa pubblica e di costruzione delle alleanze che ormai da tempo ha preso piede nella Regione”.

Michele-Emiliano

L’inchiesta della Procura della Repubblica di Lecce su sanità, concorsi e scambio di favori – partita dalle indagini della Guardia di Finanza di Otranto – sembra un fiume in piena. Prima i provvedimenti restrittivi e coercitivi per politici di lungo corso, sindaci ed ex sindaci, manager di pubbliche amministrazioni, poi le dimissioni del Direttore della Asl di Lecce, Rodolfo Rollo e dell’Amministratore Unico di SanitàService, Luigino Sergio.

Un quadro degradante quello che appare ad una prima vista. E c’è già chi attraversa il campo della politica, ormai da tanto attiguo a quello giudiziario, per non mandarle a dire al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, considerandolo il convitato di pietra di quanto sta accadendo, il garante degli equilibri che avrebbe consentito le nomine e l’azione dei soggetti al momento inquisiti. Dure, durissime le parole di Raffaele Fitto che nel 2020 proprio di Emiliano fu competitor nelle elezioni regionali svoltesi nel mese di settembre che sancirono la conferma dell’uscente e la sonora sconfitta dell’europarlamentare magliese.

“Quello di Emiliano? Un sistema di potere che sta degenerando in forma pericolosa”

Il silenzio di Michele Emiliano è imbarazzante. Il Governatore non ha nulla da dire? Qualcuno ha letto o sentito qualche sua dichiarazione su quanto sta accadendo? La verità è che siamo in presenza di un sistema di potere che si è non solo consolidato, ma sta degenerando nella forma più pericolosa. Così pericolosa che mette in discussione le regole democratiche nella nostra regione, perché è imperniato su un mercimonio di nomine, incarichi, gare e, quel che è peggio, posti di lavoro per parenti e amici“.

Insomma, quella che all’inizio aveva le sembianze di una piccola slavina giudiziaria comincia ad assumere i connotati della valanga. Tanto è vero che si comincia a parlare di terremoto politico. A seguito delle intercettazioni e dei riscontri degli inquirenti, tanti i filoni che si aprono all’attenzione dei giudici e dell’opinione pubblica: il concorso per 159 posti in SanitàService, la partecipata al 100% della Asl di Lecce, il centro di procreazione assistita, il concorso che si dice ‘truccato’ presso il consorzio di bonifica Ugento Li Foggi, gli scambi di sesso, denaro e pesce per un posto di lavoro fino ad arrivare al presunto voto di scambio in occasione delle regionali del settembre del 2020.

“Quel sistema di potere è comiciato alle Regionali del 2020 ma prosegue in tutti i Comuni”

Raffaele Fitto è un fiume in piena. Si dice garantista ma parte subito in quarta, quasi a togliersi più di un sassolino dalla scarpa: “Il sistema di potere valso alle ultime Regionali, così come ci raccontano le cronache, è proseguito in ogni elezione comunale. Un sistema che ha un unico responsabile politico e morale: Michele Emiliano. L’idea che il presidente nomini persone ‘perbene’ che poi arrivate in posti di potere si trasformino, a sua insaputa, in presunti ‘affaristi ’, così come qualcuno vuol far credere, è semplicemente ridicola. Sono nomine volute da lui e propedeutiche ad accrescere il suo consenso elettorale anche attraverso la creazione di liste civiche o movimenti politici che all’occorrenza passano, in modo spregiudicato, da destra a sinistra a seconda della convenienza. Per questo il silenzio di Emiliano è imbarazzante! Così come è imbarazzante il tentativo di trasformarsi, attraverso l’Anticorruzione regionale, in un novello sceriffo. Le responsabilità penali, ribadisco, le accerterà la Magistratura ma per quelle politiche è lui che deve rispondere e metterci la faccia… la stessa che mette quando si rallegra delle tante vittorie ottenute proprio con questo sistema di potere“.

Anche il ViceMinistro di Italia Viva alle Infrastrutture e Mobilità sostenibili, Teresa Bellenova, chiama in causa il Presidente della regione Puglia e le modalità di raccolta di un consenso elettorlae che lo stanno portando a vincere in ogni competizione amministrativa sul territorio pugliese: “Garantisti sempre. Ma l’arresto dell’ex Assessore della Regione Puglia ed attuale componente del Cda dell’Acquedotto pugliese Salvatore Ruggeri non può non aprire più di una domanda sul sistema di potere e di alleanze disegnato in questi anni dal Presidente Emiliano. Quanto sta accadendo di gravissimo in queste ore in Puglia richiama con urgenza alla necessità di una riflessione, rigorosa e coraggiosa, sulla modalità di raccolta del consenso, di gestione della cosa pubblica e di costruzione delle alleanze che ormai da tempo ha preso piede nella Regione gettando una luce opaca e dubbia anche sulla selezione della classe dirigente”.​



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