Lecce-Siracusa 1-1. Marino illude, poi ci si mette anche la sfortuna. Per il Lecce è notte fonda

Arriva soltanto un altro pareggio casalingo per il Lecce che contro il Siracusa racimola solo un punto. Marino apre, un autogol di Lepore rimette tutto sui binari pari. Nel secondo tempo una traversa, un rigore non dato e tanti fischi.

Questa volta nemmeno la dea bendata è stata benevola con il Lecce. Contro il Siracusa arriva un altro pareggio, per 1 a 1, mancando ancora una volta l’appuntamento con il successo casalingo che ora latita da troppo tempo. Illude Antonio Marino che in avvio di partita manda in vantaggio i padroni di casa: il primo tempo però è tutt’altro che brillante e poco dopo arriva il pareggio su autogol di Lepore. Nella ripresa, invece, viene fuori un gran carattere, ma anche tanta confusione e una bella dose di sfortuna (un palo e almeno due interventi prodigiosi del portiere Tomei). Così, mentre il Trapani vince contro il Matera, il Lecce rallenta ancora e si vede avvicinare i diretti avversari a -1, con una gara in più.

Al termine di una delle settimane più difficili della stagione – quella che ha portato in dote 4 punti in tre partite, ma soprattutto una preoccupante involuzione psico-tecnica, mister Liverani decide di non rinunciare al suo collaudatissimo 4-3-1-2, ma cambia alcuni interpreti e davanti al portiere Perucchini getta nella mischia dal 1’ i terzini Lepore e Ciancio, mentre guidano la retroguardia Cosenza e Marino; Arrigoni, Armellino e Mancosu inamovibili al centro, mentre il pacchetto offensivo si compone di Costa Ferreira, Di Piazza e Saraniti.

Gli ospiti guidati da mister Bianco, invece, reduci dal pareggio casalingo contro la Reggina e da una settimana pesante con il -4 in classifica e un nuovo deferimento da parte della Procura Federale, optano per un 3-4-2-1: Tomei tra i pali, Daffara, Giordano e Altobelli in difesa; Parisi, Palermo, Macino e Liotti tris in mediana; Catania-De Silvestro dietro alla punta Scardina.

Dirige l’incontro il signor Cipriani di Empoli: sugli spalti 11mila 525 spettatori.

Subito Marino!

L’esultanza di Marino (ph.Pinto)

Il match si accende subito: il Lecce parte con il piede sull’acceleratore e dopo un minuto e mezzo si presenta in area di rigore dopo aver costruito lungo l’out destro, palla per Di Piazza che viene toccato da un avversario, cade in area, ma per l’arbitro è tutto regolare. I giallorossi non vogliono perdere tempo e così, al terzo, arriva il vantaggio: calcio di punizione da sinistra con uno spiovente recapitato da Costa Ferreira direttamente sulla testa di Marino, che la tocca quanto basta per spedirla in rete. E’ il gol dell’1-0: Via del Mare esploso di gioia, con Ciccio Cosenza pronto ad aizzare la folla. La reazione del Siracusa sta tutta in calcio d’angolo battuto da De Silvestro che si conclude con un nulla di fatto.

Pari su autogol

Gli aretusei, però, non accusano il colpo e al 12esimo pervengono al pareggio: azione insistita sulla destra, cross al centro di Liotti in direzione di De Silvestro, coperto in malo da Lepore che la tocca, spiazza il suo stesso portiere Perucchini, ed è 1 a 1. Il Lecce riprende in mano il pallino del gioco (non senza concedere qualcosa dietro) e si rituffa in avanti: i tiri di Armellino e Costa a ridosso del 20′ sono però infruttuosi.

Alla mezzora primo Fabio Liverani opera il primo, discutissimo, cambio: fuori Armellino, dentro Tsonev. Chissà se la scelta del tecnico sia di natura tecnica o per altro. Al 38′ bel cross di Tsonev: non ci arrivano i due attaccanti giallorossi, ci arriva invece un difensore che deposita in angolo. Dagli sviluppi il Lecce si rende pericolo, ma senza inquadrare la porta. Nel minuto di recupero concesso il Lecce palleggia, ma non riesce a concludere in porta.

La seconda frazione

La gara riprende con un cambio ordinato da Bianchi: fa il suo ingresso Calil, rest negli spogliatoi Scardina. Lo spartito non cambia: è il Lecce a tenere in mano le redini del possesso. Minuto 7: Lepore porta palla, in qualche modo riesce a servire Tsonev che arrivava dal versante destro, il cross del bulgaro – anche con la complicità del vento, diventa insidiosissimo fino a sbattere sul palo alla sinistra di Tomei; sul successivo rimpallo Di Piazza ci arriva scoordinato e spara alto. Occassionissima per i salentini. Insistono i giallorossi: un calcio di punizione dalla trequarti mancina viene colto bene da Mancosu, colpo di testa, ma l’estremo difensore siciliano si supera e manda in angolo.

Soffre il Siracusa che opera una doppia sostituzione: Bernardo e Grillo prendono il posto di Catania e De Silvestro. Nel Lecce, invece, Caturano rileva Di Piazza. Al quarto d’ora gli ospiti si affacciano dalle parti di Perucchini beneficiando di un calcio d’angolo, ma è il Lecce a rendersi pericoloso. Al 19esimo Mancosu manca l’appuntamento con il pallone di testa per questione di centimetri, non riuscendo a sfruttare un cross da destra.

26esimo: Lepore dà l’illusione del gol con un destro violentissimo da posizione defilata che tocca la parte esterna della rete.

Mister Fabio Liverani non riesce a trovare la chiave di volte per invertire definitivamente il vento del match: poco prima della mezzora, dopo un lungo colloquio in panchina con i suoi collaboratori, si gioca la tripla carta Tabanelli-Di Matteo e Dubickas, rispettivamente per Costa Ferreira, Lepore e Marino.

Al 30′ altra (doppia) colossale occasione per i giallorossi: la destra arriva un invito per Tabanelli che da pochi passi si vede respinto il tiro sulla linea, sulla ribattuta ci arriva Saraniti che però – complice una deviazione aretusea – la manda in orbita. Sembra un replay, invece la situazione si ripete due minuti dopo: questa volta, sul tocco di Tabanelli, è Tomei a opporsi in maniera ancora una volta magistrale. Lecce anche sfortunato.

Soffre troppo la squadra siciliana che cambia Mancino con Spinelli. Manovra ancora il Lecce, ma sotto porta non si riesce ad arrivare con decisione. Al 41′ il colpo di testa di Saraniti – dopo il bel recupero di Caturano – è debole e impreciso. Quattro i minuti di recupero: Calil fa respirare i suoi, ma il forcing finale è a tinte giallorosse. Lanci lunghi, telefonati, tra le braccia di Tomei. A 30 secondi dalla fine altro episodio dubbio: Mancosu viene atterrato in area, ma nonostante le vibranti proteste, è solo calcio d’angolo. Non capitalizzato. Il triplice fischio finale fa scaldare gli animi. Scusanti finite, match point terminati: il destino non è più nelle mani di Lepore e compagni.

Dopo la partita contestazione da parte dei tifosi.

 


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