Lecce, niente contestazione. Solo indifferenza per i giallorossi

A parte qualche piccola protesta dei supporter all’ingresso in campo dei calciatori per l’allenamento di questo pomeriggio, solo silenzio da parte dei tifosi. Dopo il terzo fallimento di fila il vero protagonista è il silenzio. Il futuro è tutto da decifrare.

Chi si aspettava una dura contestazione per il terzo fallimento consecutivo del Lecce in Campionato è rimasto deluso. Solo uno sparuto gruppo composto da una trentina di persone, infatti, era presente nel pomeriggio di oggi in occasione dell'allenamento, programmato dal tecnico Bollini all'indomani del pareggio esterno ottenuto contro la Vigor Lamezia. Solo un gruppetto di tifosi e nulla più, quindi, che all'ingresso in campo della squadra si è limitato ad urlare solo "Via da Lecce" o a far notare al gruppo di atleti, esclusivamente in vernacolo salentino, di non essere stati in grado di vincere neanche con la compagine calabrese. 

Se da un lato, ci si può rallegrare per la bellissima dimostrazione di civiltà da parte dei supporter giallorossi, dall'altro, non si può non notare e non può non far riflettere, il fatto che, dopo aver centrato il terzo fallimento di fila, al sentimento di forte, fortissima amarezza, sia subentrato quello di frustrazione, rassegnazione e distacco. Sono finiti i tempi in cui ogni minimo gesto sportivo dei salentini creava passione, entusiasmo, polemica, contestazione e via dicendo. Sembra che Lamezia sia stata una tappa di delusione naturale.

Sarà il fatto che nel corso del torneo appena concluso la compagine leccese, quasi mai, è stata protagonista in positivo della classifica, senza occupare nella maniera più assoluta, quelle posizioni che avrebbero consentito di lottare per il primo posto necessario per accedere direttamente nella cadetteria è che, al contrario, con il passare delle giornate, è iniziata a venire meno anche quella speranza di aver una seconda occasione, una seconda chance, consistente nella disputa degli spareggi. In poche parole, forse, i tifosi, gli appassionati, hanno avuto tutto il tempo di metabolizzare l'ennesimo passo falso dell'era Tesoro a Lecce.

Eppure, quest'estate, si erano stati sciorinati i soliti proclami bellicosi "La sconfitta in finale contro il Frosinone ancora brucia. Siamo ancora arrabbiati e decisi a fare bene per i tifosi che ci sono stati vicini" è così via; era stata allestita, almeno sulla carta , una formazione in grado di poter lottare e dire la sua per il salto di qualità ma che, a conti fatti, a parte Moscardelli, sono stati un vero e proprio flop. Carrozza, Donida e Della Rocca ceduti a gennaio, con il solo Filipe Gomes rimasto a scaldare, a volte la panchina, altre la tribuna per il resto del torneo. La presentazione in pompa magna della squadra in Piazza S. Oronzo, con il nuovo inno (anche se, chi ha buona memoria, dovrebbe ricordare che non ha mai portato bene iniziare così).

Poi il via del campionato e i problemi, una compagine che troppo spesso ha arrancato in trasferta, l'esonero di Lerda a Natale, l'arrivo di Pagliari la cui permanenza sulla panchina dura lo spazio di cinque partite. Il nuovo tecnico Bollini e i nuovi arrivi, la stragrande maggioranza, a parte Beduschi, un po' Di Chiara è un po' Scuffia, rivelatisi anch'essi flop e poi quel mal di trasferta che ha fatto sì che fuori dal "Via del Mare", si perdessero nove partire, la maggior parte delle quali contro avversari in lotta per non retrocede è tecnicamente molto più deboli.

Quale sarà futuro ancora non è dato sapersi (le voci su Ferrero si rincorrono a intermittenza). I Tesoro, lo hanno annunciato mesi fa, passeranno la mano. Se la società troverà un nuovo acquirente è tutto da scoprirsi. Al momento a parte le voci , alcune delle quali affascinati, non si ha notizia di alcuna trattativa concreta.

Ora come ora ci sono solo i calciatori, impegnati in una partitella a campo ridotto e il silenzio dei tifosi, ancora più assordante della più feroce delle contestazioni. 



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