U.S. Lecce, la cordata c’è, la volontà di cedere pure; è solo questione di giorni

A quanto riferiscono fonti riservate l’incontro tra Savino Tesoro e il gruppo di imprenditori rappresentato da Saverio Sticchi Damiani è andato più che a buon fine. Mancano solo i dettagli e i titoli di coda sull’esperienza del patron barese.

I Leccesi possono dormire sonni tranquilli, il “Via del Mare” non resterà un tempio vuoto, per i giallorossi potrebbe esserci un futuro migliore.

Qualcosa di più di un velato ottimismo, infatti, trapela dall’incontro di oggi tra l’attuale dirigenza dell’Unione Sportiva Lecce e la possibile futura proprietà, quella dei quattro imprenditori riuniti dall’avvocato Saverio Sticchi Damiani.

La cordata romana per il momento rimane oscura, non si espone, anzi. L’unico che ci ha messo la faccia fin dall’inizio, garantendo il necessario anonimato è Saverio Sticchi Damiani, esperto di giurisprudenza sportiva, che spesso ha curato le sorti di alcune compagini salentine nella fase della cessione, che è sempre una fase delicata, poiché chi cede lascia con amarezza e qualche affanno di bilancio e chi compra ha certamente dalla sua l’entusiasmo ma prova fino alla fine a risparmiare quattrini, sapendo che è ben più popolare investire qualche soldo in più nell’allestimento della squadra, regalando ai tifosi i successi che solo grandi atleti possono dare.

Anche perché, va detto, che chiunque subentri a Savino Tesoro non avrà alcun salvacondotto dal punto di vista degli umori della piazza e dopo le prime giornate di campionato diventerà destinatario di un’unica e sola richiesta: la promozione nella categoria superiore, perché i salentini a vedere giocare in Lega Pro la loro squadra non sono abituati ormai dal molto tempo, tanto più nel trentennale di una storica promozione che faceva voltare pagina alla considerazione che del calcio si aveva nel Salento.

Uno dei protagonisti altrettanto silenziosi di questa vicenda è il noto docente universitario Stefano Adamo che si è presentato all’appuntamento con la sua ventiquattrore ricca di documenti contabili utili a coloro che si candidano a diventare i nuovi proprietari. E’ chiaro che Savino Tesoro vuole lasciare, il suo non è un bluff e lontano appare ormai un accordo con la famiglia Mazzotta, per dividere al cinquanta per cento le spese di gestione lasciando all’imprenditore di Spinazzola il management societario.

E’ evidente che due personalità di spicco non possono coesistere e quindi meglio per l’ex patron leccese vendere ai nuovi arrivati che sarebbero interessati a mettere radici profonde nell’economia pugliese e salentina, avendo dei progetti imprenditoriali molto ambiziosi in fase di partenza.

Il calcio, si sa, è un ottimo passpartout, apre tante porte. Chiaramente non tutto si poteva concludere in un pomeriggio solo, quindi sono attesi sviluppi nei prossimi giorni.



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