Un’Italia normale nelle mani di un genio del calcio. Apologia di Antonio Conte da Lecce

Con la qualificazione agli Europei alla guida di un’Italia priva di fuoriclasse, Antonio Conte ha dimostrato ancora una volta di essere fra i migliori allenatori al mondo. I tifosi di calcio credono in lui.

Premettiamo che del suo rapporto con i tifosi del Lecce ce ne importa meno di zero e che se anche il suo legame con Lecce non è da Libro Cuore, nulla di tutto questo sposta di una virgola l’assunto di cui ci facciamo interpreti: Antonio Conte da Lecce, è uno dei più bravi allenatori di calcio di tutti i tempi, probabilmente il migliore oggi fra gli italiani e lo ha dimostrato non solo con gli scudetti che ha riportato a Torino alla sua Juventus, ma soprattutto col lavoro pazzesco che ha fatto e sta facendo in Nazionale da commissario tecnico.

Lui, allenatore puro, uomo di campo, col fisico ancora da giocatore nonostante l’età, che cammina palleggiando, non è nato per fare il selezionatore, ma anche in questo ruolo raggiunge livelli di eccellenza. Conte è eccellente in tutto, da giovane ragazzo di provincia, da giocatore di una squadra di provincia (ha esordito con il Lecce in serie A a 16 anni) e da campione e capitano della squadra più titolata d’Italia, la Juventus.

Con la Juve Antonio Conte ha scompaginato i libri di filosofia del calcio e ha insegnato che gli obiettivi si possono raggiungere nonostante tutto e tutti. Oltre il talento c’è la volontà dell’uomo e il lavoro duro. L’etica del lavoro è la materia che Conte insegna alla sua Università del calcio, quell’etica che contrasta con la frivolezza di un sport che al massimo potrebbe essere un bel gioco.

La Juventus di Conte, che a detta di molti intenditori ha vinto 4 scudetti (3 più quello dell’anno scorso con Allegri in panchina), è diventata l’immagine dei vincenti, più di quella dell’inarrivabile Trapattoni e ben oltre quella di Lippi e Capello.

Oggi Antonio Conte continua a dare testimonianza di eccellenza con quello che sta facendo alla guida dell’Italia, dove con una componente tecnica modesta e con i giocatori che passa il convento, ha ottenuto il grande risultato di qualificare la Nazionale agli Europei del 2016 e di arrivare al primo posto in classifica nel girone.

La classe si dimostra così, con il lavoro, non con il teatro, non con la buona stampa, non con la simpatia da circo equestre di molti uomini di calcio di oggi.

Bravo Antonio e bravo Gianluca, suo fratello, sempre al suo fianco, anche professionalmente parlando, perché tecnicamente dotato a pallone almeno quanto il fratello maggiore, sobrio e signorile come nessun altro, straordinario collaboratore. Questi artefici del riscatto sportivo italiano, sono partiti dalla nostra piccola città, nei primi anni ’80 giocavano con noi in piazza Mazzini attorno alla fontana.

Bravo il salentino Tiberio Ancora, nello staff di Antonio Conte e bravo il bomber Graziano Pellè che con i suoi gol fa parlare salentino in tutto il mondo.

Oggi sono il meglio che il calcio italiano abbia da offrire. Ed è un’offerta vantaggiosa e sicura.



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