La pasta di mandorla è la regina delle feste. La tradizione delle Benedettine

Non c’è Natale senza pasta di mandorla e a Lecce resta intramontabile l’antica usanza di acquistare lo squisito dolce a forma di pesce dalle suore.

Non c’è Natale senza pasta di mandorla, e a Lecce resta intramontabile l’antica usanza di acquistare lo squisito dolce dalle suore. Un rito dal forte sapore spirituale e gastronomico

Cominciamo col dire che è la cosa più buona che esista. Sì, tra tutti i dolci e le bontà mangerecce delle feste di fine anno la pasta di mandorla sta al primo posto. Ovviamente parliamo del pesce che rappresenta il Cristo (ICTUS – Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore), e che teologicamente riassume i simboli e i significati del Natale.

La nascita di Gesù è corredata da una serie di manifestazioni esteriori, soprattutto legate all’ambito del focolare domestico. Tra queste ci sono le tradizioni culinarie, e quelle della pasticceria artigianale. I panettoni, i purceddhuzzi, e sua maestà la pasta di mandorla.

A Lecce la tradizione fa tappa in piazzetta Conte Accardo, dove sorge il monastero delle Benedettine, specializzate nelle realizzazione di pasta di mandorla che sotto forma di pesce viene acquistato dai cittadini per essere regalato e consumato il giorno di Natale o nei giorni successivi di festa, fino all’Epifania e anche dopo.
Si tratta di una delle più antiche tradizioni dolciarie del Sud Italia, una vera bontà che ci tiene uniti.



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