​Rapinarono l’ufficio postale di San Cassiano e accoltellarono un passante: condannati a oltre dieci anni

Il giudice, al termine del giudizio abbreviato, ha anche disposto il risarcimento del danno da quantificarsi in separata sede, per la vittima dell’accoltellamento. La rapina è stata messa a segno in pieno giorno, il 31 ottobre scorso.

Condannati ad oltre dieci anni i due rapinatori, accusati di aver svaligiato l'ufficio postale di San Cassiano e accoltellato un passante.
  
Il gup Cinzia Vergine, al termine del giudizio abbreviato, ha inflitto la pena di 5 anni e 4 mesi nei confronti di Sabino Vitale, 25 anni e Giorgio Tarantino, 23enne entrambi di Matino, concedendo ai due imputati le attenuanti generiche. Il giudice ha anche disposto il risarcimento del danno, da quantificarsi in separata sede, per la vittima dell'accoltellamento. L'uomo si è costituito parte civile con gli avvocati Fabio Ruberto e Mariangela Vanessa Pepe.
  
Vitale e Tarantino rispondono dei reati in concorso di rapina aggravata, tentato omicidio e porto abusivo d'armi. Sono assistiti rispettivamente dai legali Stefano Palma e Massimo Muci.
In precedenza, il pubblico ministero d'udienza Donatina Buffelli aveva invocato la condanna a 10 anni ciascuno.
  
La rapina è stata messa a segno, in pieno giorno, il 31 ottobre scorso. Erano da poco passate le 13.00, infatti, quando due persone con il volto coperto hanno fatto irruzione all’interno dell’ufficio postale di San Cassiano di via Risorgimento. Impugnando un coltello e una pistola hanno cercato di “convincere” un dipendente della filiale ad aprire la porta blindata, ma di fronte al suo rifiuto, si sono “accontentati” del denaro contenuto in quel momento nella cassa. Stringendo tra le mani il bottino sono scappati via, ma qualcosa è andato storto.
  
Appena usciti dall’ufficio, i malintenzionati hanno dovuto fare i conti con un gruppo di persone che, avendo assistito alla scena, ha tentato in tutti i modi di impedire la loro fuga. E così è stato: a nulla è servito nascondersi dietro un cancello. Dopo un breve inseguimento, infatti, i cittadini inferociti sono riusciti a bloccare un rapinatore, in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine. Vitale, vedendo il Tarantino ormai alle strette, nel tentativo di aiutarlo non ha esitato ad accoltellare un passante, colpendolo all’altezza della milza. Poi ha gettato l’arma e ha preferito darsela a gambe levate.Un’ambulanza del 118, invece, ha soccorso la vittima che è stata accompagnata a sirene spiegate all’ospedale “Veris- Delli Ponti” di Scorrano, dove è arrivato in codice rosso. L'uomo è stato sottoposto a un intervento chirurgico.
  
I carabinieri della Compagnia di Maglie hanno ben presto fermato e accompagnato in caserma Tarantino. Nei giorni successivi, i militari riuscirono a risalire al complice e arrestarono anche Vitale. I due rapinatori, ascoltati in carcere dal sostituto procuratore Carmen Ruggiero, confessarono gli addebiti.
  
Fondamentali, per ricostruire la preparazione e la dinamica dell'assalto armato, l'analisi dei tabulati telefonici. Non solo, anche le immagini di videosorveglianza, registrate da un distributore di benzina, dove i malviventi fecero rifornimento prima di "far visita" all'ufficio postale. I filmati immortalavano i due complici con gli stessi abiti indossati durante la rapina, come confermato da numerosi testimoni.  
  
I due rapinatori sono tutt'ora detenuti in carcere, ma per Vitale " pende" un ricorso in Cassazione presentato dal suo difensore.
 



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