Accusato di aver violentato per anni la figlia adottiva, si difende: “Sono malato, non avrei potuto compiere gli abusi”

Si è avvalso della facoltà di non rispondere il contadino arrestato per aver violentato per cinque lunghi anni la figlia adottiva, all’epoca minorenne. Il 70enne, difeso dall’avvocato Dimitry Conte, ha rilasciato spontanee dichiarazioni al Gip.

Si è avvalso della facoltà di non rispondere il contadino 70enne, residente in un comune della Grecìa salentina, finito a Borgo San Nicola con le accuse, pesanti, di maltrattamenti in famiglia, atti sessuali con minorenne e violenza sessuale aggravata. Per anni, secondo quanto ricostruito dagli uomini in divisa, l’anziano avrebbe abusato della figlia adottiva.

Ma a passare per un padre-orco non ci sta. L’uomo, assistito dall’avvocato Dimitry Conte, ha rilasciato spontanee dichiarazioni al Gip, Cinzia Vergine che si è recata in Carcere, dove si trova recluso, per l’interrogatorio di garanzia. Ha sostenuto che, visto le sue precarie condizioni di salute, non avrebbe potuto compiere gli abusi nei confronti della figlia a cui ha sempre tenuto. In qualche modo, insomma, prima di fare scena muta ha negato gli episodi che si sarebbero verificati dal 2009 al 2014, quando la ragazza non aveva raggiunto la maggiore età.

Il suo legale, a tal proposito, ha presentato un’articolata perizia medica. Non solo chiederà, quantomeno, i domiciliari per l’uomo.

L’incubo, durato cinque anni, stato ‘scoperto’ quando la vittima si è rifugiata in caserma, dopo un acceso diverbio avuto con il genitore che l’aveva picchiata con violenza. Il comandante della Stazione di Martano, Carlo De Pascalis che aveva ascoltato il suo racconto è riuscito a guadagnarsi la fiducia della ragazza che, alla fine, ha vuotato il sacco. Grazie a quella confidenza è venuta a galla la verità, quella che aveva tenuto nascosta: quell’episodio, infatti, era soltanto l’ultimo di una lunga serie di abusi. 



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