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Calcio violento, arrivano quattro Daspo nel Salento per aggressione agli arbitri

by Lino Dimitri
23 Agosto 2017 20:30
in Cronaca
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Calcio e violenza. Un binomio che troppo spesso segue linee parallele che si incrociano e sfociano in avvenimenti sconcertanti in cui a pagare è chi ama e vive intensamente il pallone solo come passione pura. Eventi di inaudita violenza, purtroppo, si verificano su tutti i terreni di gioco dello sport più popolare al Mondo, ma che, soprattutto nei campi provincia, fanno da contraltare alle domeniche calcistiche.

La Polizia di Lecce ha emesso nelle ultime ore quattro provvedimenti contro tre tesserati di alcune società della provincia di Lecce e un tifoso. Sono stati raggiunti dal Daspo valevole per 5 anni, infatti, il presidente, Rosario Fina, 56enne di Cavallino; un calciatore, Ivan Franco, 23enne di Lecce e un tifoso 29enne, Massimiliano Lodeserto, del Cavallino. Giocatore e tifoso, su cui insieme al Presidente grava anche l’obbligo di firma presso gli uffici della Questura sempre per cinque anni, sono accusati di aver picchiato l’arbitro della partita Atletico Cavallino-Cutrofiano dello scorso 26 ottobre, gara che era balzata agli onori della cronaca e dei media nazionali a causa delle dichiarazioni del dirigente cavallinese al termine della partita. Stesso provvedimento (Daspo), ma valevole per tre anni, è stato emesso nei confronti del presidente dell’Asd Trepuzzi, Vincenzo Elia, 39enne imprenditore edile del posto, che, durante la gara tra Trepuzzi e Gioventù Campi Salentina, dello scorso 12 ottobre, valevole per il campionato di Prima Categoria, ha colpito l’arbitro del match con una testata al braccio destro.

Per quel che riguarda quest’ultimo incontro, gli animi dei locali si sono iniziati a surriscaldare quando l’arbitro della gara, il 22enne barese, Gianmarco Miccoli, ha espulso il primo giocatore del Trepuzzi. Gli ospiti si sono portati in vantaggio e, un altro cartellino rosso nei confronti dei trepuzzini, ha peggiorato la situazione sugli spalti, con i tifosi che hanno iniziato a lanciare oggetti sul terreno di gioco e indirizzare insulti nei confronti dei pochi sostenitori avversari. La goccia che ha fatto traboccare un vaso già stracolmo, però, è arrivata al 43’ del primo tempo, quando, a seguito della terza espulsione ai danni della compagine locale, il presidente della squadra ha invaso il terreno di gioco colpendo l’arbitro con una testata al braccio destro, causandogli delle ferite lievi. Questo ha determinato l’immediata interruzione e la sospensione definitiva della competizione calcistica. Dopodiché, l’aggressore è stato denunciato in stato di libertà ed è stato inibito, come detto, ai luoghi dove si svolgono competizioni sportive per tre anni. L’arbitro ha poi deciso di non sporgere denuncia penale nei confronti del suo aggressore.

Il caso del match di Cavallino, valido per il campionato di seconda categoria, invece, ha avuto una risonanza nazionale per la sua dinamica grave e particolare che ha coinvolto l’arbitro Luigi Rosato, 17enne della Sezione AIA di Lecce, a seguito della sua decisione, di assegnare un secondo rigore al Cutrofiano al 30’ del secondo tempo, mentre il Cavallino era in vantaggio per 2-1. Dopo l’interruzione del match e la grave e violentissima aggressione, il direttore di gara è stato trasportato dal 118 presso l’Ospedale Vito Fazzi, dove gli è stato diagnosticato un trauma cranio-facciale, algie alla spalla destra e alla gamba sinistra, giudicate guaribili in ventuno giorni. I Carabinieri, intervenuti per sedare l’aggressione, hanno acquisito denuncia da parte dell’arbitro e hanno svolto gli accertamenti necessari all’identificazione del tifoso protagonista della rissa, il quale ascoltato dagli investigatori ha ammesso le proprie responsabilità, seppur riferendo di aver semplicemente strattonato la parte lesa. Quest’ultimo è stato denunciato in stato di libertà per lesioni dolose personali aggravate e violenza privata in concorso con persone non identificate. Contestualmente, anche il giocatore del Cavallino, Ivan Franco, che per primo aveva aggredito l’arbitro è stato denunciato per lesioni dolose personali.

Discorso diverso, invece, per il presidente che si è reso poi protagonista di quelle dichiarazioni che hanno fatto il giro di web, media e giornali nazionali. Fina, infatti, è indagato per il reato di istigazione a delinquere. Per i fatti descritti, il personale dell’Arma dei Carabinieri, oltre a procedere alle sopracitate denunce in stato di libertà, ha proposto i tre protagonisti di illeciti commessi nell’ambito della gara calcistica per l’applicazione del divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive per cinque anni. Nella mattinata odierna, i provvedimenti di Daspo, emessi dal Questore e convalidati dal G.I.P D.ssa Antonia Martalò, sono stati notificati.

Tags: aggressione-arbitririsse-in-campo
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