‘Carezze’ alla figlia, ma nelle sue parti intime: il padre della 14enne nega gli abusi

Dopo avere ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini, il padre di una minorenne ha chiesto di essere interrogato in Procura. Dinanzi al pubblico ministero, l’uomo si è difeso strenuamente dalle gravi accuse.

Nega con tutte le sue forze di avere mai molestato sessualmente la figlia. Nelle scorse ore, dopo avere ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini, il padre di una minorenne ha chiesto di essere interrogato in Procura. Dinanzi al pubblico ministero Stefania Mininni, l'uomo si è difeso strenuamente dalle gravi accuse
  
Ricordiamo che il padre ed il cugino di una 14enne, residente in un paese dell'hinterland di Maglie, sono indagati per presunti abusi sessuali. I due rispondono, a vario titolo ed in diversa misura, delle accuse di violenza sessuale, violenza sessuale aggravata e atti sessuali con minorenne.
  
La chiusura delle indagini preliminari è avvenuta anche sulla scorta dell'esito dell'incidente probatorio del maggio scorso. Innanzi al gip Michele Toriello, la presunta vittima fu sentita attraverso l'ascolto protetto. La ragazza ha risposto alle domande del giudice, del pubblico ministero Stefania Mininni e degli avvocati Michelangelo Gorgoni, legale del padre e Donato Sabetta, difensore del cugino. La 14enne aveva raccontato di aver ricevuto dal padre delle “carezze”, presumibilmente palpeggiamenti e toccatine, nell'abitazione di mare e sotto una tenda. Queste circostanze sono state categoricamente negate dal genitore durante l'ascolto delle scorse ore in Procura.
  
I racconti morbosamente fantasiosi della figlia sarebbero stati, secondo il padre, una maniera per esternare il disagio della sua condizione, all'interno della famiglia.
  
La 14enne, già nell'autunno di due anni fa, si presentò accompagnata dalla madre, presso un medico con svariate ferite su braccia e gambe. La ragazza raccontò che si trattava del "frutto" di numerosi atti di autolesionismo che l'avrebbero addirittura spinta a tentare il suicidio, in più occasioni, ricorrendo ad un rasoio. Soltanto alcuni insegnanti ed amici della ragazza si erano già accorti di questi "segni" e temevano per l'incolumità della giovane.
  
Dunque, come confermato in Procura dal padre, la giovane avrebbe già esternato in passato (prima di cominciare a raccontare agli inquirenti le presunte violenze sessuali subite), il grave stato di disagio tra le mura domestiche. In ogni caso, nei giorni successivi alla visita, il medico redasse una relazione che fu poi inviata alla Procura dei Minori ed al Tribunale Ordinario. Il pm Stefania Mininni ha portato avanti le indagini avvalendosi del lavoro degli uomini della Squadra Mobile di Lecce ; l'adolescente venne allontanata da casa e ospitata da una comunità.
  
La ragazza, gradualmente, raccontò anche "altro" e cominciò a riferire agli inquirenti di avere subito atti di violenza sessuale in famiglia. Anche dal cugino il quale, come il padre della 14 enne, ha ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. La ragazza, sia agli investigatori che nel corso dell'incidente probatorio, ha riferito che nelle occasioni in cui si incontrava con il cugino, per esempio per imparare ad usare il computer, si sarebbero consumati tra i due  rapporti sessuali. La ragazza ha comunque specificato che non sarebbe mai stata "costretta" ad averli.