Dalla Campania al Salento per rubare carte di identità in bianco e non solo. Arrestate 18 persone nell’operazione Bingo

Colpita associazione per delinquere finalizzata al furto di documenti di identità con base in Campania, ma che operava su tutto il territorio nazionale. Le indagini hanno preso il via dal furto perpetrato ai danni del Comune di Gallipoli nell’estate scorsa.

Sgominata un associazione per delinquere finalizzata al furto di documenti di identità con base in Campania, ma che operava su tutto il territorio nazionale. Le indagini hanno preso il via dal furto avvenuto il 31 luglio scorso presso una sede distaccata del Comune di Gallipoli in Via Pavia, quando vennero rubate 12 pistole, 150 proiettili cal. 9 corto e 50 cal. 9×21 della Polizia Locale, oltre a 1050 carte d’identità in bianco e circa 3mila euro in contanti e bolli dall’adiacente ufficio anagrafe.

Le attività, alle prime luci dell’alba di oggi, hanno avuto il loro culmine con l’esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare a carico di 20 persone, 18 delle quali arrestate, tutte di residenza campana e cittadinanza marocchina. Nessun salentino tra i destinatari dell’ordinanza.
 
Il reato contestato è quello di associazione per delinquere semplice  – non di stampo mafioso – finalizzata al furto di armi e documenti d’identità presso gli uffici dell’anagrafe e della Polizia Locale, detenzione e porto abusivo di armi, ricettazione, contrabbando di tabacchi lavorati esteri e altro.

Dall’esame delle registrazioni dei sistemi a circuito chiuso della zona, si è potuto notare il passaggio di tre persone, proprio nell’orario indicato, mentre accedono nel luogo del delitto. Nonostante la scarsa qualità delle immagini, è stato possibile il riconoscimento di una targa di una vettura utilizzata in quella circostanza, cosa che ha portato ad escludere l’ipotesi della criminalità locale, facendo invece convergere le attenzioni a Melito di Napoli dove è operativo un gruppo organizzato – diretto da Francesco Criscuolo – specializzato, secondo gli inquirenti, anche in questo tipo di reato.

L’operazione svolta nella giornata di oggi si caratterizza per lo stretto lavoro in sinergia compiuto dai Carabinieri di del Comando Provinciale di Lecce e dai militari operanti in Campania”, ha affermato il Procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta, nel corso della conferenza stampa svoltasi per illustrare i dettagli dell’intervento – Grazie alle indagini siamo riusciti a ricostruire un’associazione per delinquere semplice e non di stampo mafioso, che ha compiuto una serie di furti di carte di identità in bianco in vari uffici comunali di Puglia, Campania e anche Lazio".

In base alle ricostruzioni degli inquirenti, la documentazione trafugata veniva, poi, venduta a marocchini che provvedevano a rivenderla, a loro volta, ‘all’utilizzatore finale’. Il prezzo per una carta di identità, nel primo passaggio si aggirava intorno alla somma di 13 euro per poi andare via via aumentando, come accade in tutti le attività di ricettazione. Non ci sono elementi per stabilire se ci siano finalità di terrorismo anche se non si può tralasciare alcuna pista.
 
In alcuni casi sono stati trafugati anche timbri, passaporti, patenti, libretti di circolazione, buoni pasto e buoni per l’acquisto presso le farmacie comunali e ci si è trovati di fronte ad un vero e proprio tariffario a seconda del documento necessario.
 
I malviventi, per compiere i furti nel Salento, hanno operato senza necessità di basisti locali, si trovavano, infatti, in vacanza da noi, visionava le strutture più aggredibili e le loro difese passive e, successivamente, davano vita all’azione. In occasione di un furto avvenuto presso il Comune di Parabita, prima hanno studiato gli edifici di Taviano e Alezio e poi hanno deciso di colpire quello di Parabita. In quest'ultimo caso, verificatosi il 25 agosto 2014, sono state sottratte 350 carte d'identità. E l'episodio fa il paio con quello avvenuto presso gli uffici della polizia municipale di Boscotrecase il 19 settembre 2014, quando vennero rubate 8 pistole e 230 carte d'identità.

In particolare, una delle pistole rubate nella città bella, ossia la Beretta modello 84 FS con matricola H14850Y, è stata poi trovata, il 4 settembre 2014, proprio a Napoli, nella disponibilità di Raffaele Vastarello, esponente dell’omonimo clan di matrice camorristica. Inoltre, Il 2.10.2014, nei sottotetti di un palazzo, sito tra il vico Francesco Franco civ. 14 e largo Santo Stefano di Melito di Napoli, roccaforte dei Criscuolo, i carabinieri delle Compagnia di Giugliano in C. hanno sequestrato quattro pistole, una mitraglietta, un silenziatore e munizioni, riconducibili al clan camorristico Amato – Pagano operante in quel centro.

Con il supporto del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – S.I.RE.NE – è stato scoperto che alcune carte d’identità rubate a Gallipoli, Parabita, Boscotrecase e CastelVolturno sono state trovate in possesso di extracomunitari fermati in Germania, Irlanda, Grecia, Belgio ed Italia. Al momento è stato accertato l’ingresso, con quei documenti, di cittadini siriani, albanesi, palestinesi,iraniani ed afghani.

Appare poi accreditata l’ipotesi dell’esistenza di due canali per il traffico dei documenti: quello che conduce al continente africano, attraverso l’area del Maghreb, per l’immigrazione da quel continente; quello albanese per il traffico di esseri umani dal vicino e medio oriente.

Le azioni erano compiute più che altro nel weekend ed è per questo che si è dato vita all’operazione delle Forze dell'ordine nella notte tra giovedì e venerdì, per impedire che i malviventi si recassero in altre regioni per dare vita nuovi furti e far perdere le loro tracce. Si è arrivati alla loro individuazione grazie ad una serie di riscontri e tabulati telefonici che hanno dato la prova della loro presenza sul territorio nel periodo in questione.
 
"Gli episodi non hanno nulla a che fare con quello avvenuto  ai danni dell’Ufficio Anagrafe di Lecce o quello presso la Forestale di San Cataldo, si è trattato solo di una coincidenza temporale” ha specificato il Procuratore Capo.



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