Attribuivano a una società araba i ricavi della vendita dei fiori per evadere le tasse. Scoperta frode da 48milioni

Il raggiro scoperto dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Lecce nell’ambito di una complessa attività investigativa che ha portato all’individuazione di una società cipriota stabilmente operante in Italia nel commercio all’ingrosso di fiori.

Dopo l’indagine in materia di gioco illegale, che ha portato al sequestro di beni per un valore complessivo di 15milioni di euro; la denuncia di sei persone che percepivano la pensione di invalidità nonostante vivessero e lavorassero all’estero, le Fiamme Gialle leccesi raggiungono un altro importante traguardo.

Una maxi evasione fiscale da 48 milioni di euro è stata scoperta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Lecce – comandato dal Tenente Colonnello Nicola De Santis –  nell’ambito di una complessa attività investigativa che ha portato all’individuazione di una società cipriota stabilmente operante in Italia nel commercio all’ingrosso di fiori.

La frode fiscale è stata accertata al termine di investigazioni delegate dalla Procura della Repubblica di Lecce, protrattesi per due anni e condotte anche mediante il ricorso a forme di cooperazione internazionale – in materia fiscale – con organi collaterali di paesi esteri, quali Cipro, Lettonia, Olanda e Federazione Russa.

Le indagini svolte hanno permesso di scoprire un articolato sistema fraudolento posto in essere da questa società, avente sede legale in Cipro, ma operante di fatto in Italia attraverso una “stabile organizzazione”, istituita presso una sede secondaria ubicata nel capoluogo salentino.

Come è stata posta in essere la frode

Per mezzo della suddetta “stabile organizzazione” è stata esercitata, in maniera occulta ed in totale evasione d’imposta, una lucrosa attività imprenditoriale consistente nell’acquisto di fiori da produttori agricoli dei Comuni di Leverano e Taviano e nella successiva esportazione verso la Russia, a una società a capo di una catena commerciale operante nel settore della vendita di articoli floreali.

Nel concreto, come emerso dall’analisi della copiosa documentazione acquisita nel corso delle indagini e della successiva verifica fiscale eseguita presso la sede leccese della società cipriota, formalmente preposta alle sole operazioni di raccolta e confezionamento dei fiori per la successiva spedizione in Russia (misurazione, pesatura, controllo di qualità, imballaggio, refrigerazione e carico sugli automezzi), veniva, di fatto,  svolta una vera e propria attività commerciale, ponendo in essere (per mezzo di proprio personale ed utilizzando i locali e le attrezzature presenti all’interno), tutte le operazioni necessarie alla conclusione di contratti con i produttori agricoli, dalla contrattazione alla determinazione del prezzo e delle restanti condizioni di vendita, fino alle operazioni di confezionamento e trasporto dei fiori verso l’effettivo destinatario dei beni, in Russia.

Al fine di occultare i rilevanti redditi cosi conseguiti, l’organizzazione italiana aveva interposto una società con sede negli Emirati Arabi, di fatto non operativa sul territorio nazionale e sconosciuta agli stessi produttori agricoli, cui aveva fittiziamente ricondotto le operazioni di acquisto dei fiori dai produttori locali.

Operando in tal modo, la società cipriota ha omesso di registrare e dichiarare i ricavi della vendita dei fiori, complessivamente quantificati, dal 2013 al 2017, in 48 milioni di euro, che sono stati invece falsamente attribuiti alla società araba, fiscalmente residente in uno Stato estero e quindi non soggetta a tassazione sul territorio italiano.

Il rappresentante legale della società verificata ed il preposto per la sede secondaria di Lecce, entrambi di nazionalità russa, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per le ipotesi di reato di cui all’art. 3 del D.Lgs. 74/2000 (Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici).



In questo articolo: