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Nascose il feto morto nell’armadio, la mamma 17enne fa scena muta davanti ai Gip

by Redazione
11 Ottobre 2017 17:34
in Cronaca
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Tribunale-per-i-minorenni-di-Lecce

Il Tribunale per i Minori di Lecce

Non ha proferito nemmeno una parola la 17enne di Squinzano, accusata di aver nascosto nell’armadio il corpicino senza vita del bambino che aveva appena partorito. Durante l’incidente probatorio che si è tenuto questa mattina i Giudici per le indagini preliminari hanno provato a chiedere alla ragazza di ricostruire quella notte di febbraio quando ha dato alla luce un maschietto, ma lei ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. L’interrogatorio, durato circa quattro ore, non ha aggiunto nulla alla vicenda così come è stata raccontata in quei concitati momenti.

Quando la triste storia è venuta a galla, la 17enne – assistita dagli avvocati Carlo Martina e Fabrizio Tommasi – è stata iscritta nel registro degli indagati con le ipotesi di feticidio e occultamento di cadavere. Era stata costretta a recarsi al Pronto Soccorso dell’ospedale di Copertino, a causa di una forte emorragia. Cosa era accaduto è stato subito chiaro ai medici del “San Giuseppe” che hanno allertato i carabinieri.

Erano presenti i gip Simona Panzera per il Tribunale Ordinario e Ada Colluto per il Tribunale  Minori, i Pubblici Ministeri Anna Carbonara e Donatina Buffelli  (rispettivamente della Procura dei Minorenni e di quella Ordinaria), ma c’erano anche gli altri due indagati: la sorella  e il compagno, con il loro avvocato, Maurizio Scardia. La 17enne, che non ha mai rivelato il nome del padre del bambino, ha sempre raccontato di aver fatto tutto da sola, di aver partorito nel bagno e di aver nascosto il feto nell’armadio della camera da letto. Ma gli inquirenti vogliono capire fino a che punto possa aver agito senza l’aiuto di nessuno.

L’autopsia sul corpicino

L’autopsia, eseguita dal medico legale Ermenegildo Colosimo, aveva chiarito le cause della morte: il piccolo era venuto al mondo privo di vita: il cordone ombelicale annodato intorno al collo lo avrebbe soffocato. Nel referto, inoltre, è stato certificato che vi fosse una malformazione.

Non è escluso, quindi, che al termine dell’inchiesta possa cadere l’accusa più grave, quella di feticidio.

Per quanto riguarda gli altri esami effettuati sul corpicino si attende esito dell’esame del Dna, per svelare identità del padre.

 

Tags: tragedie-bambini
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