Presunte infiltrazioni mafiose a Scorrano, il sindaco Guido Stefanelli chiede il rito abbreviato

La difesa, rappresentata dagli avvocati Luigi Corvaglia e Francesco Vergine, ha anche prodotto una corposa documentazione, nel corso dell’udienza preliminare davanti al gup Laura Liguori.

Il sindaco di Scorrano Guido Nicola Stefanelli, coinvolto nell’inchiesta “Tornado”, sui presunti rapporti tra esponenti mafiosi e l’amministrazione comunale, chiede di essere giudicato con il rito abbreviato secco. La richiesta, avanzata dagli avvocati Luigi Corvaglia e Francesco Vergine, è stata comunicata al pm di udienza Alberto Santacatterina, nel corso dell’udienza preliminare davanti al gup Laura Liguori. E verrà presumibilmente formalizzata nel corso della prossima, fissata per l’11 maggio. Intanto, la difesa ha anche prodotto nel corso dell’udienza una corposa documentazione.

L’accusa formulata dal procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi e dal sostituto procuratore Maria Vallefuoco nei confronti di Guido Stefanelli, 57anni di Scorrano, è quella di concorso esterno in associazione mafiosa. Sarebbe consistita nel “promettere agli appartenenti al sodalizio criminoso smantellato con  l’operazione Tornado l’aggiudicazione di appalti e servizi pubblici, e nello specifico la gestione del parco comunale “La Favorita” con annesso chiosco-bar nonché la gestione dei parcheggi comunali”.

La contropartita per Stefanelli? “Il sostegno del clan nelle competizioni elettorali alle quali era interessato”. Il candidato si sarebbe così avvalso della collaborazione di Massimiliano Filippo, dipendente della ditta Nuova Era amministrata dal primo.

Le elezioni “incriminate” sarebbero le comunali del maggio 2017, all’esito delle quali, Stefanelli veniva eletto sindaco. tefanelli, durante le indagini venne anche ascoltato in Procura. Il “primo cittadino” sostenne, dinanzi al pm Vallefuoco, di non aver mai fatto alcun favore al clan Amato e di non aver mai chiesto il voto.

Nei mesi scorsi, il Consiglio dei ministri su proposta del Ministero dell’Interno ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Scorrano per infiltrazioni mafiose e si sono insediati i commissari.

L’inchiesta Tornado

Le indagini “Tornado” , condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Maglie, hanno permesso di sgominare un vero e proprio clan emergente, con disponibilità di armi, che agiva con particolare violenza, che aveva il proprio core business nello spaccio di droga e da cui ricavava circa 500mila euro l’anno. Alla guida del sodalizio Giuseppe Amato, detto “padre eterno”. Al suo fianco il figlio Francesco. La banda agiva attraverso atti intimidatori e spedizioni punitive. Come nel caso dell’omicidio del giovane Mattia Capocelli lo scorso 25 aprile.

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