Processo Fasano: il difensore di Gino Siciliano chiede l’assoluzione

L’avvocato Giuseppe Corleto ha chiesto, nell’udienza odierna del processo Fasano, l’assoluzione di Gino Siciliano per il reato di turbativa d’asta e la riqualificazione dell’accusa di corruzione in induzione indebita, per la quale ha invocato comunque l’assoluzione.

Dopo le richieste dell'accusa nell'udienza scorsa, nell'ambito del processo Fasano oggi è stata la volta delle arringhe degli avvocati.
Dinanzi alla seconda sezione penale presieduta da Roberto Tanisi, ha preso, per primo, la parola, l'avvocato Giuseppe Corleto, difensore di Gino Siciliano amministratore unico della "FIVE SRL", molto conosciuto come ex A.D. della Lupiae Servizi.
 
Il Pubblico Ministero Elsa Valeria Mignone aveva invocato complessivamente per l'imputato, 2 anni e mesi 6 di reclusione, mentre l'avv. Corleto ne ha chiesto l'assoluzione, per il presunto reato di turbativa del regolare svolgimento della gara, per l'appalto dei servizi di gestione della cartellonistica stradale, lungo le strade della Provincia di Lecce ( un valore complessivo, superiore ai 2 milioni e mezzo di euro), così come per gli altri imputati che avrebbero agito in concorso con lui: l'ex sindaco di Gallipoli Flavio Fasano, che all'epoca dei fatti era assessore ai lavori pubblici della Provincia di Lecce (i suoi difensori Francesco Paolo Sisto e Andrea Fares parleranno nella prossima udienza); Stefano Zampino, Giovanni La Gioia e Michele Patano.

Per tutti gli imputati sopracitati, l'accusa è di avere,tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009, predisposto "a tavolino" le procedure per l'affidamento della rimozione dei cartelli abusivamente installati e la gestione del nuovo servizio di pubblicità sulle strade della Provincia; quindi, avendo già "determinato" la FIVE, come beneficiaria dell'iniziativa e aggiudicataria provvisoria dell'appalto, quale componente del consorzio COTUP -FIVE, avrebbero compiuto il reato di turbativa. L'avvocato Corleto ha messo in evidenza, per ciò che riguarda l'accusa di aver "concordato le migliori pratiche funzionali all'affidamento del servizio alla Five Srl", che in quel caso, il bando sarebbe stato strutturato in maniera differente ed effettivamente vantaggiosa per le parti in causa.

Infine, l'avvocato Corleto ha chiesto di riformulare il reato di corruzione di cui all'articolo 319, in 319 quater (induzione indebita a dare o ricevere utilità), chiedendo anche per esso, l'assoluzione di Siciliano e Fasano, poiché in base all'accusa, i due imputati si sarebbero accordati in modo che, se Fasano avesse favorito Siciliano con l'assegnazione dell'appalto al RTI COTUP FIVE, avrebbe ottenuto la cessione gratuita di alcune quote della FIVE.

Successivamente, è intervenuto l'avvocato Ancora,difensore assieme ad Angelo Pallara, di Michele Patano, direttore tecnico della COTUP, chiedendo anche per il suo assistito, l'assoluzione.
 
di Angelo Centonze



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