Processo “Favori e Giustizia”, l’ex Direttore della Asl Ottavio Narracci a processo con l’abbreviato

Invece è stato revocato il rito abbreviato per il capo d’imputazione principale, per l’allora dirigente medico dell’Asl Carlo Siciliano.

La Procura accoglie la richiesta di abbreviato per l’ex Direttore dell’Asl Ottavio Narracci, nell’ambito del processo “Favori e Giustizia” che si sta celebrando a Potenza.

Nel corso dell’udienza odierna, con il consenso dei giudici in composizione collegiale (Presidente Federico Sergi), il pm Anna Gloria Piccininni ha accolto l’istanza degli avvocati Cesare Placanica del Foro di Roma e Giangregorio De Pascalis del Foro di Trani. La requisitoria del pm è fissata per il 10 dicembre, mentre il giorno successivo presentano la parola i difensori di Ottavio Narracci, 61 anni di Fasano.

Invece è stato revocato il rito abbreviato per il capo d’imputazione principale, per il dirigente medico Carlo Siciliano, 65 anni di Lecce. Entro la prossima udienza fissata, come nel caso di Narracci, per il 10 dicembre, i difensori Amilcare Tana e Nicola Buccico potranno decidere di richiederlo solo per il rimanente capo imputazione. Ad ogni modo, la requisitoria del pm Piccininni si terrà in quella data per entrambi gli imputati.

 Invece, nella giornata di ieri, hanno discusso l’avvocato Renata Minafra e Ladislao Massari per il dirigente medico Giuseppe Rollo, 60 anni di Nardò (la Procura ha chiesto la condanna a 4 anni e 6 mesi) e il legale Gabriele Valentini per l’avvocato Mario Ciardo, 57enne di Tricase (il pm ha chiesto l’assoluzione).

In una scorsa udienza, la Procura ha anche chiesto: 12 anni e 6 mesi per Emilio Arnesano, 63enne di Carmiano; 4 anni e 6 mesi, e 2 anni per l’avvocato Manuela Carbone, 35 anni di Matino.

Chiesta l’assoluzione, “per non aver commesso il fatto”, per gli avvocati Mario Ciardo, 57enne di e l’assoluzione anche per Augusto Conte, 79 anni di Ceglie Messapica e per Federica Nestola, 33 anni di Leverano.

Le accuse a vario titolo ed in diversa misura sono: corruzione in atti giudiziari; induzione a dare o promettere utilità a pubblici ufficiali e abuso d’ufficio, rivelazione di segreti d’ufficio. La prossima udienza è fissata per il 3 dicembre, quando inizieranno a discutere gli avvocati. La sentenza è prevista per l’8 gennaio.

Favori a medici e dirigenti della Asl?

Emilio Arnesano sarebbe stato protagonista di svariati episodi di corruzione a favore di medici e dirigenti della Asl di Lecce, amici di Carlo Siciliano, tra cui Ottavio Narracci (direttore sanitario dell’Azienda sanitaria leccese fino al 2015 e da gennaio 2018 direttore generale della stessa),

In primo luogo si sarebbe trattato di favori di carattere economico, tra cui un’imbarcazione di 12 metri venduta da Siciliano ad Arnesano a un prezzo di favore. Inoltre venivano preordinate delle battute di caccia in Basilicata, per compiacere il magistrato. Questo per far ottenere a Narracci l’assoluzione dall’accusa di peculato davanti al Tribunale di Lecce. E poi altri favori ottenuti da altri dirigenti tra cui visite mediche specalistiche per sé e per amici e familiari o la vendita di beni a prezzi irrisori.

Le nuove accuse

Successivamente, nel corso del processo, il pm ha rimodulato una prima volta il capo d’imputazione principale di corruzione in atti giudiziari, incentrato sui rapporti di Emilio Arnesano con il Direttore dell’Asl Ottavio Narracci ed i dirigenti medici Carlo Siciliano e Giorgio Trianni.

Il pm ritiene, attraverso la nuova imputazione, che tra i favori ottenuti da Arnesano, attraverso Siciliano, vi sia anche quello per suo figlio. Le indagini avrebbero fatto emergere la partecipazione del magistrato, su invito del medico, a una manifestazione nel porto turistico di Brindisi, nel luglio del 2014, riguardante la premiazione della Igeco Costruzioni Spa da parte di una società nautica statunitense. In tale circostanza, Arnesano avrebbe chiesto a Siciliano di intercedere presso l’amministratore della società (nei confronti della quale dichiarava di avere in carico un fascicolo processuale) per far assumere il proprio figlio. A partire dal novembre 2014 e fino a maggio del 2015, questi venne effettivamente assunto presso la Igeco con un contratto a tempo determinato. E poi, da maggio a novembre del 2015, il figlio del pm avrebbe ottenuto un posto di lavoro presso la OMNIA Costruzioni Spa (facente parte del gruppo Igeco).

E alcune settimane fa, il pm potentino ha nuovamente rimodulato il capo d’imputazione principale di corruzione in atti giudiziari. Secondo quanto sostiene la Procura di Potenza, Ottavio Narracci avrebbe procurato a un amico di Arnesano, un’assunzione presso un’azienda con un contratto a tempo indeterminato e rinnovato di volta in volta alla scadenza, complessivamente per 18 mesi, fino al 20 novembre del 2018.



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