Sbarchi senza sosta nel Salento: rintracciati 38 migranti a San Cataldo

Questa mattina le forze dell’ordine hanno rintracciato 38 cittadini di origine siriana nella marina di San Cataldo. Per alcuni è stato necessario il trasferimento presso l’ospedale ‘Vito Fazzi’ di Lecce. In una settimana, 120 clandestini nel Salento.

Ormai certe notizie stanno diventando quotidiane. La motivazione? Semplice. Dopo la notte appena trascorsa, ci si vede costretti a raccontare l’ennesima storia di disperazione riguardante i migranti provenienti del Medio Oriente. Stando alle prime indicazioni, 38 cittadini stranieri (tra cui donne e bambini) di origine siriana sono approdati sulle coste salentine, poi rintracciati più avanti dalle forze dell’ordine in due distinti interventi (rispettivamente effettuati da Guardia di Finanza e Polizia, in collaborazione con uomini dell'Arma dei carabnieri e del Corpo forestale dello Stato). I dati numerici hanno dell’impressionante: solo nell’ultima settimana sarebbero stati circa 120 gli arrivi delle unità clandestine nel territorio provinciale. Con l’odierno sbarco si arriva addirittura a quasi 400 le persone giunte clandestinamente sulle coste salentine, fra cui sono sempre più numerosi i minori, anche di tenera età.

Provati dal viaggio, bagnati fradici, visibilmente stanchi per colpa del lungo e pericoloso viaggio che li ha condotti nella marina di San Cataldo. Non solo. Alcuni di loro erano in stato d’ipotermia. Del resto, quando la temperatura corporea scende di un certo valore oltre il consentito si rendono necessari degli accertamenti approfonditi. Pertanto, esaminando il grave rischio di salute, è stato necessario un trasferimento immediato presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Dopodiché, una volta terminate le visite, sono cominciate le procedure d’identificazione presso il Centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto.

Come anticipato in apertura d’articolo, la situazione appare abbastanza grave. Circa due giorni addietro, vennero rintracciati circa 64 persone extracomunitarie; per non parlare, poi, dei 24 soggetti giunti a San Cataldo poche ore prima del 25 Aprile. In quest’ultima occasione però, fortunatamente, nessuno di essi aveva riportati danni fisici gravi o comunque preoccupanti da un punto di vista salutare. Certo è che tali fatti di cronaca, dopo la strage del Canale di Sicilia, oggigiorno creano molto sgomento nell’opinione pubblica. Basta ricordare, infatti, l’ultimo flash mob inscenato a pochi passi dalla Prefettura di Lecce, in via XXV Luglio. 

Intanto le Forze dell'ordine fanno sapere che è in corso un' attività investigativa da parte del pool interforze antimmigrazione, volte all’accertamento di eventuali responsabili del traffico clandestino.



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