Tragedia della follia a Cursi per il parcheggio, aspetta i vicini sotto casa e poi spara. Morte tre persone

L’uomo ha aspettato i vicini sotto casa e al loro arrivo ha esploso i colpi di arma da fuoco uccidendo due persone sul colpo. La terza è deceduta in ospedale. Una quarta persona si trova ricoverata non in gravi condizioni. Arrestato l’autore.

Tre morti e un ferito grave trasportato in ospedale. È questo il drammatico bilancio di una sparatoria avvenuta in Via Tevere a Cursi.

I primi a perdere la vita sono stati Francesco e Andrea Marti, padre e figlio. Maria Assunta Quarta, cognata di Francesco, è stata accompagnata in ospedale. La folle corsa non è bastata a salvarle la vita: è morta poco dopo a causa della gravissime ferite riportate.

La mamma di Andrea, Ferdanda Quarta, invece, è stata ferita all’addome. Al momento si trova ricoverata nel reparto di chirurgia dell’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase.  Non è in pericolo di vita, ma dovrà fare i conti con il dolore di aver perso, in una notte, marito, figlio e sorella.

Una strage per vecchie ruggini

Erano da poco passate le 23.30 quando si è consumata la tragedia, a causa di vecchie ruggini e rancori per il parcheggio.  Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto l’autore della strage Roberto Pappadà 57enne, dopo essersi procurato illegalmente un’arma da fuoco, una 357 Magnum, ha aspettato le vittime sotto casa e al loro arrivo ha esploso i colpi di arma da fuoco prima all’indirizzo di Andrea e Francesco Marti, uccidendoli sul colpo e poi nei riguardi della zia, Maria Assunta Quarta, morta, poco dopo presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce a causa delle ferite riportate.

Colpita anche la moglie di Francesco che è riuscita a salvarsi fuggendo via.

Non appena lanciato l’allarme sul posto sono giunti prontamente i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Maglie che hanno convinto Pappadà ad arrendersi.

La confessione

Alla presenza dell’avvocato Nicola Leo, difensore di ufficio, Pappadà ha confessato nel lungo interrogatorio che si è svolto alle prime luci dell’alba di questa mattina. Per circa un’ora ha tentato di spiegare i motivi che lo hanno spinto a commettere un triplice omicidio. L’uomo ha raccontato di aver agito per “disperazione”. Era esasperato dal fatto che i vicini occupassero sempre, nonostante le sue lamentele, il parcheggio vicino la sua abitazione. Quel posto era per Pappadà molto importante: l’uomo, descritto da tutti come una brava persona, accudiva la sorella disabile.

Ora dovrà rispondere di triplice omicidio con le aggravanti dei futili motivi e della premeditazione. È stato sottoposto a fermo e nei prossimi giorni, il decreto emesso dalla Procura, dovrà essere convalidato dal gip.

Il mistero della pistola

Nulla trapela, almeno per il momento, sull’arma utilizzata per commettere la strage e detenuta illegalmente. Perché aveva una pistola e come se l’era procurata? Domande che dovranno trovare una risposta.

I corpi di papà, figlio e zia sono stati accompagnati presso la Camera mortuaria dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce. Dopo l’autopsia si terranno i funerali, probabilmente martedì. Nel frattempo, la figlia che vive fuori sta tornando in Salento.

Il Pubblico Ministero titolare dell’inchiesta è il Sostituto Procuratore Donatina Buffelli.



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