Tagli e proteste in Provincia, i consiglieri di minoranza:’Troppe spese inutili’

I consiglieri provinciali di minoranza interrogano il presidente Antonio Gabellone su alcune spese che, se non effettuate, potrebbero permettere un ‘respiro’ economico nei confronti dei lavoratori in protesta:’Troppi 250mila euro’.

Meglio che la soluzione venga trovata urgentemente, perché i lavoratori Axa – per i quali è partita la procedura di licenziamento collettivo – ormai fanno proprio sul serio. Basti pensare che oggi due di loro hanno osservato uno sciopero della fame (iniziato ieri a Palazzo Adorno). Necessario anche l’intervento dei sanitari del 118 per colpa del malore avvertito da uno di essi. Adesso, però, alcuni colleghi – unitamente a consiglieri e personale provinciale – stanno cercando di farli desistere, considerando che in gioco c’è la salute.

A tal proposito, la minoranza politica di Palazzo dei Celestini vuole muoversi nel minor tempo possibile, così da permettere quantomeno l’ottenimento di un “respiroeconomico nei confronti di questi sfortunati dipendenti. Nel dettaglio, i consiglieri provinciali, Nunzio Dell’Abate, Mauro Gaetani, Sergio Signore, Danilo Scorrano, Antonio Coppola e Giovanni Siciliano, si sono attivati inviando al Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, un’interrogazione con al centro un principio fondamentale: via le spese inutili attraverso una spending review che tenga conto delle urgenze. Insomma, tra incarichi esterni (con annesse spese) e risparmio di risorse da destinare, poi, agli impiegati Axa o Alba Service, sarebbe più opportuno perseguire la seconda opzione, aiutando gente in difficoltà.

«Lo stato della cose in Provincia – dichiara Nunzio Dell’Abate durante una conferenza stampa tenutasi stamattina proprio in una stanza dell’Ente – ci preoccupa giorno dopo giorno. Il Presidente Gabellone, evidentemente, deve essere occupato nel ricostruire altro, ma non certo la Provincia di Lecce. Noi, intesi come minoranza, riteniamo d’aver trovato i modi per aiutare fattivamente i lavoratori. Dobbiamo stringere la cinghia? Bene, allora facciamolo tutti. Tagliamo le spese inutili». Non solo. Dell’Abate annuncia che a breve i firmatari della medesima interrogazione si faranno portavoce presso il Prefetto di Lecce, dott.ssa Giuliana Perrotta, esponendo un apposito piano.

Prima, però, occorre evidenziare una piccola premessa. La Provincia di Lecce – si legge sempre nell’interrogazione – annovera spese dovute ad un dirigente esterno (che costa circa 120mila euro all’anno); tre componenti dell’Ufficio Staff del Presidente (quasi 70mila euro annui); due unità in “comando” provenienti da altri Enti (all’incirca di 60mila euro). La struttura dirigenziale è composta, ad oggi, da 16 dirigenti a tempo indeterminato. Mentre invece, relativamente all’organico dell’Ente, sussiste un sovrannumero di 239 lavoratori nonostante l’applicazione delle Leggi 56/2014 e 190/2014. Morale della favola, l’importo occorrente per liquidare le spettanze ai soggetti appena citati corrisponde a 250mila euro annuali.

Ed ecco la precisa richiesta formulata dai consiglieri nell’interrogazione, i quali “Attesa la grave crisi finanziaria che attanaglia l’Amministrazione provinciale di Lecce, chiedono di sapere se è Sua intenzione, in qualità di Presidente della Provincia di Lecce, consentire ancora che dalle casse dell’Ente vengano distolti circa 250mila euro annui per corrispondere quanto dovuto al summenzionato personale”.«Quando venne ideato il bando relativo ad Axa – sostiene Danilo Scorrano – si presumeva che ci fossero anche le coperture economiche. Ma, osservando la situazione attuale, significa che evidentemente tale requisito il suddetto bando non ce l’aveva. Peraltro – conclude – non stiamo riuscendo nemmeno ad accedere agli atti. Qui emerge soprattutto una questione di ordine pubblico».

E non è tutto. Numeri dopo numeri, il consigliere Gaetani elenca una serie di spese che rappresentano tante piccole ‘gocce’, colpevoli d’aver fatto traboccare l’intero ‘vaso’ finanziario. «La Corte dei Conti fu chiara già a partire dal 2011 – sottolinea Mauro Gaetani – in relazione alla funzionalità di Celestini S.r.l., società nei cui confronti la Provincia di Lecce può investire ma non, come invece accaduto, ripianare i debiti. Anche perché l’Ente deve ancora ricevere 13 milioni di euro nel 2015». «Altro esempio. Esistono 12mila euro di spese per il pagamento di una società che consegna plichi e controlla indirizzi. E poi la mancata riscossione del totale sul 5% della Tarsu assieme a ben 3 milioni di euro derivanti dai Comuni per le strutture sportive».

Capitolo spese legali. Palazzo dei Celestini continua a pagare per via di contenziosi persi in ragione dell’autovelox posto sulla litoranea Otranto-San Cataldo. Migliaia di automobilisti, contestando le ingiuste multe, stanno ottenendo rimborsi. «Se il principio sembra quello – sostiene Dell’Abate – allora annulliamo le multe, perché continuare?». Riassumendo, l’idea di fondo è solo una: davanti ad un ufficio legale già abbondante (sei componenti, peraltro supportati da ulteriori avvocati esterni) e famiglie sul lastrico, occorre stilare una scaletta di priorità. E non ci vuole molto – davanti a incatenamenti, proteste sui tetti di Palazzo Adorno, in cima ai ponteggi della Basilica di Santa Croce e scioperi della fame – comprendere quali esse siano.