Tap, un clima velenoso intorno al cantiere. E la multinazionale denuncia atti vandalici

La Multinazionale ha denunciato che ignoti hanno strappato alcune reti di protezione poste sulle fronde degli ulivi che insistono nell’area di cantiere.

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Una nuova inchiesta della Procura su presunto inquinamento delle acque, insulti e scontri sui social tanto da portare i legali No Tap a presentare querela, all’indomani dell’ormai noto video postato dalla Ministra pentastellata Barbara Lezzi.

E’ un clima che non accenna a raffreddarsi quello che aleggia sull’opera del gasdotto.

Come se non bastasse, in queste ore arriva una nuova nota di denuncia di atti vandalici da parte degli uffici della Multinazionale.

Si legge: “la scorsa notte, nell’area di proprietà di TAP dove sono in corso le attività di costruzione del terminale di ricezione, ignoti hanno strappato da alcuni ulivi le reti di protezione che erano state posizionate in coordinamento con le competenti funzioni delle autorità fitosanitarie locali. Le linee guida cui TAP si attiene per la protezione degli ulivi prevedono che, dopo il campionamento per le analisi fitosanitarie, le piante siano individualmente isolate dall’ambiente circostante con reti anti-insetto. Queste ultime saranno poi rimosse una volta che gli alberi saranno trasportati e custoditi sotto i canopy all’interno del vivaio di Masseria del Capitano che già ospita, in vista del loro futuro riposizionamento nella posizione originaria, circa 650 ulivi mantenuti in salute da costanti cure agronomiche”.

Ovviamente nessun riferimento ai possibili responsabili.



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