I capitali venivano trasferiti su conti correnti esteri e venivano fatti rientrare in Italia, anche attraverso lo sfruttamento di società costituite allo specifico scopo di gestire gli affari illeciti.
La Cassazione ha disposto l’annullamento con rinvio della sentenza di Appello, ma limitatamente alle aggravanti contestate della premeditazione e dei futili motivi, nei confronti di Michele Aportone, 73enne di San Donaci.
Inoltre, la direttrice non avrebbe assicurato ai minori la possibilità di accedere ad un'alimentazione adeguata, obbligando i ragazzi a provvedere a proprie spese al cibo.