Lo stipendio manca da 4 mesi: i dipendenti Alba Service bloccano via XXV Luglio

I dipendenti Alba Service chiedono al più presto un incontro con Gabellone e D’Autilia. Sono senza stipendio da 4 mesi ed il loro futuro lavorativo risulta sempre più incerto. I sindacati:’Si sblocchi subito il pagamento degli arretrati’.

L’uggiosa mattinata, aleggiante sui cieli del capoluogo salentino, descrive un po’ anche lo stato d’animo di quei dipendenti riversatisi oggi lungo via XXV Luglio. Stanchi, delusi, arrabbiati. Forse, più che aria grigia, sarebbe meglio utilizzare il termine “rabbia nera”. Traffico bloccato in segno di protesta simbolica, a pochi metri da Prefettura e Palazzo dei Celestini, da parte dei lavoratori Alba Service, anch’essi colpiti dalle conseguenze di una riforma Delrio ancora molto discussa. Ci sono famiglie che rischiano lo stipendio. O meglio, che non percepiscono un euro da circa 4 mesi. Tanto, troppo tempo per chi, ad esempio, conta su quell’unica entrata mensile per mandare avanti la baracca. E in periodi di crisi, si sa, risulta tutt’altro che semplice.

A sostegno delle persone che presidiavano uno dei tratti stradali maggiormente caotici della città, c’erano i sindacati di categoria. «Chiediamo lo sblocco dei pagamenti e delle retribuzioni arretrate – dice a Leccenews24.it Antonio Palermo di UILTUCS Lecce – così come promise lo scorso 20 Aprile il Presidente Antonio Gabellone durante un incontro col Prefetto e le sigle sindacali». Dello stesso avviso anche Mirko Moscaggiuri, Segretario Genarale di FILCAMS CGIL Lecce, che ai nostri microfoni rincara la dose:«Siamo saliti nella sale della Prefettura per sollecitare un confronto a tre fra noi, il Presidente Gabellone e Damiano D’Autilia. Serve subito sbloccare il pagamento immediato nei confronti dei dipendenti. Sta diventando una situazione ingestibile. La Provincia effettui subito questo mandato di pagamento, poi lo porti qui e vedremo assieme se saranno liquidate le fatture di competenza ad Alba Service».

Quella della società partecipata è una storia che affonda le proprie radici nei primi giorni di Gennaio, allorquando il Governo comunicò un taglio di risorse non indifferente. In una riunione, Gabellone spiegò che l’Ente avrebbe avuto a disposizione solo 2 milioni di euro, nel 2015, a fronte dei 6 necessari a garantire non solo l’erogazione degli stipendi, ma anche gli stessi servizi. Dopo l’incontro del 20 Aprile, però, (al termine di altre manifestazioni di disagio, tanto sui tetti di Palazzo Adorono quanto in strada) sembrava che qualcosa fosse virata nel senso giusto: almeno la corresponsione delle mensilità arretrate. Oggi, invece, l’ennesima novità negativa. Si spera che le parti trovino a breve un accordo, perché la pazienza dei 130 operatori sta seriamente per terminare.



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